venerdì 10 luglio 2009

Paradossi previdenziali


La UE chiede all’italia di parificare l’età pensionabile tra uomini e donne nella pubblica amministrazione. A quanto pare per una mera questione “sessista”, una “discriminazione positiva” in favore delle donne, che possono a tutt’oggi ritirarsi dal lavoro a 60 anni anziché 65, ritenuta intollerabile dalle eurocrazie così attente alle “diversità” (1).

Già la riforma Amato, di parecchi anni fa, aveva progressivamente innalzato l’età pensionabile, di chi non possedeva sufficienti contributi, da 55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 per gli uomini.
Ma la GROSSA novità di questa nuova riforma sarebbe costituita dal fatto che riguarderebbe SOLO le donne della pubblica amministrazione.

Qui casca l’asino.
Perché se la proposta Brunetta andasse in porto nei termini di cui si legge, si avrebbe una svolta EPOCALE.
Si otterrebbe per la PRIMA volta una legislazione previdenziale che in un punto penalizza i dipendenti statali, sebbene solo donne.
Infatti, se andiamo a comparare il trattamento retributivo e previdenziale tra “pubblico” e “privato” si accorge che non vi è un singolo punto in cui il rapporto di lavoro privatistico offre più favorevoli condizioni al lavoratore.
Non solo.
Vi è il fattore ETNICO-GEOGRAFICO.
La stragrande maggioranza dei dipendenti statali sta nel centro sud, perfino in Padania, in certi settori del pubblico impiego, buona parte dei dipendenti sono di origine meridionale.
Una pietra miliare, la prima occasione della storia italica in cui una legge quasi non toccherebbe i lavoratori padani.
Si potrebbe anche dimostrare che lo spaventoso deficit dell’Inps è in MASSIMA PARTE causato dal fatto che tra meridionali, romani ed extracomunitari assai pochi percepiscono una pensione realmente contributiva.

Detto questo, secondo voi, può esistere in italia una legge che “penalizza” Roma, immigrati e Sud!?
ASSOLUTAMENTE NO!
Di conseguenza la riforma delle pensioni andrà in modo totalmente differente da come ce la vendono.
Accetto scommesse.
Alla fine, la parificazione dell’età pensionabile tra uomini e donne, se si farà, sarà estesa anche al settore privato. Dirò anzi, che tra le pieghe dei decreti “attuativi” ed eccezioni varie è probabile che solo le lavoratrici delle fabbriche dovranno andare a 65 anni se non avranno maturato sufficiente contribuzione.
Fu così con la normativa che anticipava leggermente l’uscita per i “lavori usuranti” che fu affossata perché non riuscirono a fare rientrare per “usuranti” anche il lavoro di impiegato di concetto al ministero.
Così è stato per la riforma del TFR.
Sventolata come “conquista storica” dei lavoratori da applicarsi subito anche al settore pubblico.

Sapete come è finita.
Che gli statali, le cui retribuzioni incrementano, uniche, più dell’inflazione, vanno a riposo anche con il 100% dell’ultimo stipendio è liquidazione INTEGRALE.
Viceversa per gli sfortunati che hanno pedissequamente versato all’INPS, con la riforma, avranno diritto al 50-60% forse dell’ultima retribuzione.

Il segretario della CISL, Bonanni, addirittura felice che le pensioni di anzianità erogate siano in calo (2).
Senza ritegno questo stronzo (per fortuna che è un “sindacalista”!) evita di menzionare che ciò è dovuto al fatto che nel settore privato fanno in modo che non ci sia convenienza a lasciare il lavoro per incassare un assegno che è la metà dello stipendio. Cosa che non avviene nel pubblico poiché l’assegno previdenziale sostanzialmente equivalente allo stipendio invoglia più facilmente a mettersi a riposo. E da aggiungere che le “finestre” per andare in prensione sono diventate sempre più rare cosicchè i lavoratori sono costretti a lavorare più mesi per non rimanere senza una qualche forma di entrata
Si diceva che il problema previdenziale è un fatto etnico e geografico.
Da un’indagine del Codacons, l’associazione di consumatori, emerge che il costo dei generi alimentari in Padania è il 30% in più del centro sud (3).
Quindi è sufficiente incrociare due dati per svelare il paradosso.
Un pensionato statale residente nel mezzogiorno che prende MINIMO 1200-1300 euro di pensione possiede una capacità di spesa equivalente a, diciamo, 1500-1600 euro a Milano.
Significativo il confronto con il lavoratore milanese INPS che con la riforma di Prodi raggiungerà dopo 36 anni di lavoro 800-900 euro mensili, forse 1000 con i 40 anni di contributi.

Facciamo un esempio concreto, prendiamo il prezzo del pane.
Stando a un'indagine che ho scovato in internet (4) nella capitale meneghina, il costo al kilo del pane comune varia dai 4,20 euro in centro giù a 3,20 in periferia sud. Vale a dire che con 800 euro si acquistano a Milano dai 190 a 250 kg di pane.
A Roma, secondo la medesima fonte, il costo medio del pane comune va da 1,7 a 2,5 euro al kg. Nell’Urbe dunque con 1200 euro di pensione INPDAP si acquistano da 480 a oltre 700 kg di quest’alimento. Quantità TRIPLA rispetto a un pensionato INPS residente in Lombardia.

Paradossale, vero?
Che coloro i quali si stracciano le vesti CONTRO IL FEDERALISMO, perché minerebbe l’”uniformità su tutto il territorio nazionale”, tacciano di fronte a queste difformità sul “territorio nazionale”.
Nessun sussulto d’indignazione di coloro che ci pretendono “equosolidali” sulla curiosa situazione per cui l’assistenza a invalidi, disoccupati e migrati è a carico SOLO dell’INPS, aggravandone il disavanzo, mentre l’INPDAP, che eroga le pensioni statali, non è mai chiamato alla “solidarietà”.
Che sono poi i medesimo buffoni che invocano la “democrazia dal basso” mentre fanno scongiuri per l’abolizione delle province e dei piccoli comuni!
I gaglioffi urlanti che i bergamaschi, i veneti, i milanesi non esistono perché “siamo tutti italiani”, però, un minuto dopo, cambiato discorso, si vantano di essere sardi, pugliesi, napoletani DOC!
Ancora, coloro che blaterano di sopprimere “miliardi” di “auto blu” senza dirci che farne dei “miliardi” di AUTISTI IMPUNITI (5) di “auto blu”!
Infine quelli che invocano la “costituzione” come baluardo di “eguaglianza” perfino in favore degli stranieri clandestini ammutoliscono di fronte alle DISUGUAGLIANZE di trattamento tra lavoratori pubblici e privati.

Sull’immigrazione poi, fui facile profeta quando scrissi che il “pacchetto sicurezza” sarebbe stato un’altra congiura per fare entrare più immigrati, senza costrutto in uno stato che va sprofondando a vista d’occhio nella crisi mondiale.
DOPO le elezioni, Giovanardi per conto del PDL, e in PERFETTA SINTONIA con il PD e UDC, chiede la regolarizzazione delle badanti (e muratori, raccoglitori di pomodoro, eccetera) per non meglio identificati ragioni di utilità.
Ma cosa avverrà nella realtà?
Succederà che una volta regolarizzate le “badanti”, non troveranno lavoro legale perché pochi tengono 2mila euro mensili per assumere con contratto regolare. Ma autocertificando il FALSO (che hanno un lavoro conforme alla legge) ottenerranno i ricongiungimenti famigliari di figli, mariti e genitori (“diritto al nonno” lo aveva chiamato Giuliano Amato). Tanto una volta arrivati legalmente i parenti, anche grazie a dichiarazioni dimostratesi fasulle, non potranno essere allontanati e godranno di tutti i diritti degli stranieri in regola.
Col paradosso, ennesimo, che i NOSTRI anziani si vedranno decurtate le mensilità per provvedere di un assegno assistenziale ai “nonni” di badanti in nero, di braccianti agricoli stagionali e di operai disoccupati.

Con la riforma partita il primo luglio senza i 40 anni di contribuzione è impossibile andare in pensione prima dei 60 di età.
Si genera in tal modo ciò che il sottoscritto profetizza da anni: le pensioni “flat”, ossia età pensionabile e l’ammontare dell’assegno indipendenti dalla REALE storia contributiva, alla faccia della “meritocrazia”.
Cosicché lo zingaro ramingo, il mafioso impenitente, il “burino” romano che ha vissuto una vita di espedienti percepiranno sostanzialmente il medesimo emolumento da pensione dell’operaio padano, vessato dagli obblighi di legge, terrorizzato dai sindacati cui per decenni avevano detto “devi pagare le marchette altrimenti non ti danno la pensione”.

Non temete, tuttavia, la pensione “flat” non involge tutti quanti.
Esenti le Caste parassitarie.
Niente “riforma” per i parlamentari che ottengono la pensione dopo 30 mesi (non anni!) di “lavoro” sugli scanni, Nemmeno a rischio i magistrati magari assegnati all’antimafia dopo avere raggiunto certo status grazie a qualche “conoscenza”. Come può “lottare la mafia” uno che ha fatto carriera GRAZIE alla mafia!?!
Nulla tange, beninteso, le prerogative dei dipendenti di quirinale, Rai, bankitalia, regione siciliana (6), INPS, INPDAP, camera e senato, che continueranno a percepire assegni principeschi nella per di più in totale “privacy”.
Per loro sarà sempre Natale.
L’estremo paradosso italico è questo.
Che lo stato-zombie nel disperato tentativo di sopravvivere alla globalizzazione e alla perdita di importanza strategica PREMIA i lazzaroni, i bugiardi, i malfattori, i clandestini.
Gli ipergarantiti dall’ombrello statuale, sentendo giungere la fine, dimostrano tutta la loro natura MAFIOSA, la quinta essenza l”italianità”.

Assisterete attoniti, VOI IMBECILLI “fieri di essere italiani”, che avete magari già versato contributi per 30 anni, alle “convergenze parallele” tra poteri criminali (mafia + chiesa secolare + alta finanza) con lo stato italiano (politici + burocrazie inadempienti + magistratura) per RINSALDARE L’UNITA’ NAZIONALE.
Guardacaso, i sindacarti aguzzini, che A PAROLE si battono contro il lavoro nero e il precariato, avallano ogni irregolarità, anomalia, illegalità lavorativa pure di giustificare l‘ingresso di stranieri a qualunque titolo. E settori della chiesa, la Caritas, che DISCOLPANO perfino la prostituzione di strada a tenere le zoccole nel “belpaese” altrimenti molte, non conoscendo altro mestiere, se ne tornerebbero da dove sono venute.
Questo vi dice come la “sinistra” politica e sociale sia in verità sotto il totale controllo dei “poteri forti” anglo-americani. La “sinistra radicale”, i ”no global” che pretenderebbero “più stato, meno mercato” sono creature dei globalizzatori della Trilaterale, Bilderberg e altre entità le quali, attraverso l’immigrazione selvaggia, mirano in realtà a DISTRUGGERE gli stati per affidare ogni settore economico al MERCATO!
Dalle colonne dei giornali “autorevoli” sono decisamente affievoliti certi argomenti, come il potere d’acquisto dei salari o i diritti delle donne lavoratrici in materia di retribuzione e maternità, asili nido. Scomparsi altri “must” della fraseologia italiota: la “disoccupazione al Sud” e “giovanile”. Perché dovrebbero altrimenti spiegare la contraddizione tra l’ingresso libero di “migranti” e la crescita esponenziale di stranieri iscritti alle liste di disoccupazione.

Ormai la classe politica centralista all’unisono inneggia alla globalizzazione più feroce, disposta ad accettare qualunque arretramento dei diritti dei lavoratori per avvantaggiare gli extracomunitari. Anche in materia pensionistica.
Il tutto nella vana speranza, ovvio, di creare un “popolo italiano” farlocco il quale, votando in cabina elettorale per due partiti similmente farlocchi, PD o PDL, possa prolungare il merdoso tricolore.
Con la “sanatoria” che, di fatto, rese inutile la legge Bossi-Fini regolarizzarono 700mila clandestini (pure allora il pretesto furono le badanti), altrettanto avverrà stavolta riconfermando, anche questo ve l’avevo già scritto, che nel 2009 sarebbero entrati oltre UN MILIONE di stranieri (sanatoria + ricongiungimenti famigliari + ingressi da paesi neocomunitari). A fronte di un PIL in caduta libera e qualcuno prevede anche un milione di nuovi disoccuparti.

E per mantenere questa moltitudine, siate certi, che saranno i lavoratori e pensionati DEL SETTORE PRIVATO A SUBIRE. In termini di tagli previdenziali, inasprimento fiscale per le PMI (altro che riduzione delle tasse!) e impennata delle imposte “locali” a ripianamento dei sempre minori trasferimenti statali.
Ecco come sarà la “riforma delle pensioni”.
Davvero, accetto scommesse!

F. Maurizio Blondet

1 ) http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE55R04K20090628
2 ) http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=360337
3 ) http://www.guadagnorisparmiando.com/acquisti/differenze-importanti-per-i-prezzi-degli-alimentari-tra-nord-e-sud/
4 ) http://www.guadagnorisparmiando.com/acquisti/pane-lindagine-sui-prezzi/
5 ) http://www.repubblica.it/2003/g/sezioni/cronaca/patente/autoblu/autoblu.html
6 ) http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/pensionato-sicilia/pensionato-sicilia/pensionato-sicilia.html

7 commenti:

Anonimo ha detto...

dopo alcuni interventi sottotono è tornato, finalmente, il "vero" falsoblondet, fustigatore della casta!


amsicora

Anonimo ha detto...

falsoblondet, uno che non conoscesse l'italia leggendola penserebbe al sud come a una specie di eldorado pieno di soldi e dove tutto costa pochissimo, e al nord come una terra di poveracci che appena riescono a sfamarsi con pensioni minime e salari da fame. La prego, vada a farsi un giro al sud, e poi uno anche al nord, e vedrà che la realtà è "leggermente" differente.
ps. ma dove vive?
enzo

Anonimo ha detto...

ottimo articolo

Anonimo ha detto...

Questo si che è un grande articolo.Complimenti.

Anonimo ha detto...

Sarai anche un Falso Blondet, ma come stronzagine razzista sei AUTENTICO

AGENTE ha detto...

Allora cari estimatori del nero ruspante, io lombardo lavoratore qualificato con 28 anni di contributi sono disoccupato da quasi 4 anni!!! gli over 40 non li vogliono più!!! ci sono 1500000 i persone in queste condizioni!!! i posti di lavoro stanno scomparendo!!! e noi dovremmo tollerare che le aziende assumano stranieri ed extracomunitari a iosa??? subito una legge che obblighi le aziende ad assumere obbligatoriamente solo italiani over40 dissoccupati, poi italiani under30 atipici, poi gli altri italiani che hanno già un lavoro, poi se resta qualce cosa assumano pure i marocchini i rumeni gli indiani.

Anonimo ha detto...

x AGENTE:

di certo non sono un estimatore dello stronzobossista ruspante!

detto questo capisco il tuo stato d'animo, ma invece di prendertela con i poveracci prova a fiatare sul collo dei politici toscopadani!