martedì 9 giugno 2009
Il risultato delle elezioni
Niente di nuovo sotto il sole delle elezioni amministrative ed europee appena svolte. O quasi.
A parole tutti hanno vinto, nessuno, dicasi uno che ammetta di avere perso qualcosa.
Ma questo è scontato a ogni consultazione. Così come la costante disaffezione per la politica in crscita da anni.
Tuttavia vi è qualche novità.
La prima è che la sinistra è divenuta un vero fenomeno territoriale (come l’Union Valdotaine!) essendo oramai confinata nelle sue roccaforti tosco emiliane.
Il secondo è che la Padania, grazie al Cielo, sta acquisendo una sua identità etnica tramite un voto “disgiunto” da quello dell’italia. Da sottolineare anche che la Lega Nord è uno dei pochissimi partiti attualmente al governo nazionale ad avere sensibilmente incrementato i consensi, in tutta l’Europa al voto.
Il terzo fatto, più nuovo, è che Di Pietro ha intercettato i voti di protesta antiberlusconisti assai meglio di altri movimenti a sinistra, con ciò di fatto impedendo al PD di esercitare una vera egemonia tra le forze di opposizione.
Se confrontiamo bene i dati con le recenti politiche, ciò nonostante, il PD appare avere perso di più verso la galassia della sinistra radicale e i pannelliani che arrivano in totale vicino al 10% anche se nessuna di queste liste supera lo sbarramento.
Secondo il mio parere, a differenza di quanto affermato da Mannheimer da Vespa, l’IDV ha portato via voti anche alla Lega Nord, tipico ricettacolo della “protesta”, salvando il centrosinistra in complesso da un risultato peggiore.
Sempre, naturalmente, a patto di considerare Di Pietro uno “di sinistra”.
Inoltre l’IDV ha indubbiamente beneficiato del “fenomeno Grillo” ma non senza qualche interrogativo.
Molti dei personaggi sponsorizzati dal comico genovese sono di incerta collocazione ideologica e l’ impressione che si ha è che alcuni di loro siano entrati nella “bolla speculativa” della cyber-politica per ritagliarsi un posticino al caldo nei privilegi della tanto deprecata “casta”.
E’ risaputo che ci sono, anche a livello locale, consiglieri comunali, che tra rimborsi spese, gettoni di presenza e altro si beccano mensilmente mille, anche duemila euro di soldi pubblici. Il che, considerando che un precario guadagna 900 euro al mese per otto ore al giorno di lavoro, facilmente invoglia qualcuno a cercare di salire sul carro delle “liste civiche”.
Il “grillismo” è solo una “valvola di sfogo” per tenere buoni i beoti “ambientalisti” e “legalitari” non più appagati dalla sinistra “verdognola”. Poiché gli sparuti eletti delle “liste grillo”, quasi tutti in piccoli comuni, non potranno cambiare assolutamente nulla.
Da notare, infine, come si sia sentito commentare il ridicolo “voto degli italiani all’estero” e invece nessuno abbia fornito dati sul voto degli immigrati residenti in italia, dato che alle “europee” i comunitari possono votare.
Ed erano lungi dal terminare gli scrutini delle schede ora votate che subitamente sono iniziate le tribune politiche per il referendum sul sistema elettorale.
Si tratta come ho più volte detto, di un’operazione essenzialmente ANTI-LEGA volta a rinsaldare la supremazia del centralismo romano sempre più in bilico.
Il risultato delle votazioni ha evidenziato un elettorato assai frammentato e che in italia il bipartitismo pieno è da sempre anacronistico non rispecchiando la distribuzione ideologica e geografica dell’elettorato.
Molti dei sostenitori del “sì” alla consultazione referendaria del 21 giugno sono “ufficialmente” antiberlusconiani “di professione”.
Ma come possono giustificare allora un appoggio a un referendum che consegnerebbe il potere assoluto al Cavaliere con solo il 35% dei consensi?
Se, infatti, vincesse il sì (ovviamente con il raggiungimento del quorum) una nuova legge elettorale sarebbe immediatamente vigente.
Berlusconi troverebbe il modo di andare al voto anticipato in primavera (o già in autunno) e con il 55% dei seggi, grazie al premio di maggioranza attribuito al suo solo partito, cambierebbe la legge per l‘elezione del presidente della repubblica.
Dopodiché, temendo l’età, e in forza delle nuove regole, troverebbe il modo di “accorciare” il mandato di Napolitano e salirebbe lui sul colle più alto.
Da lì diverrebbe intoccabile divenendo capo del CSM, potendo rimandare in parlamento ogni legge che gli dispiacesse e potendo premettersi qualsiasi marachella ancora più impunito. Come il Commodo del film “il Gladiatore”, l’ho già scritto.
E come suo successore a palazzo chigi, già designato dalla stampa internazionale, il più lurido verme uniformato al globalismo ossia kippah Fini.
Tuttavia cacciare la Lega dalla stanza dei bottoni e ledere i diritti dei padani è più importante a quanto sembra.
Quindi nei prossimi giorni sarà divertente osservare i voli pindarici di certuni “antifascisti” a premere per la riuscita di un'operazionre che riporterebbe indietro l’orologio della storia di 85 anni. Alla legge Acerbo del 1923 (1) la quale consentì, l'anno dopo, al partito fascista, con una minoranza di voti nel paese, di ottenere la maggioranza dei seggi in parlamento. Con quella prevalenza numerica trasformare una vacillante democrazia in un regime culminato nella tragica alleanza con la Germania nazista.
Credete che non ne abbiano coscienza?
Certo che lo sanno.
Ma la “priorità” della casta è UNIRE IL PAESE a costo di ABOLIRE LE FRONTIERE come è stato già fatto e IMPORRE UNA DITTATURA.
Il risultato delle elezioni è che i “democratici”, “antifascisti”, “liberali” e ANTIBERLUSCONISTI farnno campagna per il sì. Quanti “intellettuali” al soldo della massoneria, alla stregua degli oscuri membri del comitato organizzatore (Guzzatta chi cavolo è?), si arrampicheranno sugli specchi, spremendosi le meningi, per spronare i recalcitranti elettori a recarsi ai seggi.
Perché, on fondo, lo scopo di Berlusconi, è lo stesso di Travaglio, essendo favorevoli al sì, all’abolizione delle province, dei piccoli comuni e al voto agli immigrati. Fini è uguale a Beppe Grillo, entrambi contro i respingimenti dei clandestini che rappresentano pure prassi normale nei paesi civili.
Di Pietro, quando era ministro in carica, nell’ultimo governo Prodi, votò CONTRO IL GOVERNO DI CUI ERA MEMBRO per impedire la chiusura della Società ponte sullo Stretto.
Curioso no? Il Ponte è una priorità per il molisano QUANTO per il ”papi”.
Però dal suo blog, senza pudore, ha lanciato l’allarme sulle possibili infiltrazioni mafiose nell’Expo a Milano!
E come il “premier” l’ex pm ha parecchio da far dimenticare in fatto di “peluria femminile”. Non per niente lui si è stranamente sbilanciato poco sul caso “Noemi”.
A ogni buon conto, non sorprendetevi, se personalmente preferirei vincesse davvero il sì.
In tal modo la Lega Nord (lo spero!) uscirebbe dal governo e si andrebbe a elezioni anticipate, come detto, per cui il PD dovrebbe giustificare presso i suoi elettori il perché del proprio SUICIDIO politico.
E dovrebbe ammettere in Emilia e Toscana, che la precedenza ”dall’alto” è togliere di mezzo i “razzisti della Lega”, non di sbarazzarsi di Berlusconi. Per cui i nemici giurati del Cavaliere Blu come Grillo, Di Pietro e Travaglio emergerebbero essere in verità i suoi migliori supporter nella fasulla dicotomia destra-sinistra.
E così affiorerebbe in tutta la sua CHIAREZZA che il piano della casta è appunto quello. Di riempire la penisola di “migranti” dandogli il diritto di voto in modo da farsi votare onde SALVARE IL PAESE dando origine ad una sottorazza spregevole di “italiani” meticci e americanoidi.
In seguito poi, sia a Sud che a Nord, molti cittadini comprenderebbero e smetterebbero di pagare le imposte.
Verrebbe a galla il motivo per cui la corte costituzionale non si occupa del “lodo Alfano”, incostituzionale, e tace sul caso Mills. Si capirebbe perché in sette anni di governo del centrosinistra non sono riusciti a fare uno straccio di legge sul “conflitto di interessi”. CIOE' PERCHE’ NON E’ POSSIBILE COMBATTERE VERAMENTE LA MAFIA.
Sicchè Di Pietro, Grillo, Berlusconi, Fini, Travaglio e Napolitano recitano a soggetto nella medesima commedia intitolata “VADE RETRO SECESSIONE”, di cui voi siete spettatori copiosamente paganti.
Data la pesantissima crisi economica, si arriverebbe probabilmente al tracollo dello stato-zombie in pochi mesi.
Fantapolitica?
Assolutamente no, questo è ciò che prima o poi avverrà, comunque.
F. Maurizio Blondet
1 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Acerbo
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5 commenti:
il tempo lavora per la Lega anche se non cade il governo. Berlusconi non è eterno ed i frutti di Forza Italia verranno raccolti al nord dalla Lega. Io vivo a Reggio Emilia e per la prima volta posso dire con orgoglio di essere leghista senza paura di essere guardato male o di dovermi sobbarcare pesanti discussioni. Da quello che so qui tutti i giovani delle scuole sono leghisti, mentre i vecchi comunisti che hanno fatto la cosiddetta resistenza (dedicandosi in molti casi all'uccisione degli anticomunisti a guerra finita) sono ormai ad un passo dalla fossa. Il tracollo del PD è quindi alle porte anche qui, la Lega ha appena preso qui alle ultime elezioni il 18%, le scorse era al 4%. Ma questo referendum non deve passare, il governo deve continuare a governare e a sbattere fuori gli immigrati fregandosene di chiesa, Onu e La Repubblica. Berlusconi non può fare niente, specie se non passa il referendum. E' ostaggio della Lega e se cade il governo rischia di doversela vedere con Di Pietro, quindi zitto e e mosca. Conviene anche a lui tirare a campare e arrivare alla presidenza della repubblica alla faccia di Fini, così si para il culo fino alla tomba dall'odio dei comunisti che lo vogliono far fuori in tribunale. Ma per fare ciò deve dare carta bianca a Maroni.... prevedo molti cambi di guardaroba in Italia con molte camicie rosse sostituite da quelle verdi.
Arsan
Ma tutti 'sti immigrati cos'hanno fatto di così orrendo da meritarsi un trattamento del genere? Gli italiani emigrano, ma questo non è un problema... A mio modesto avviso gli immigrati, di qualsiasi provenienza essi siano, sono coloro che stanno facendo tornare coi piedi per terra alcuni italiani, soprattutto padani! E meno male!!! Alcuni personaggi padani, sempre a mio avviso, vivono in un mondo irreale estremamente razzista e ingiustificabile, il mondo della "fabbrichetta" e del "IO lavoro nella fabbrichetta e TU non fai un cazzo"! Per alcuni se non trovano lavoro è perchè il lavoro non c'è, per altri è solo questione di abbassare un po' la cresta...
volevo chiedere al sig Maurizio blondet si posso pubblicare questo scritto(ovviamente con la sua firma)grazie
per quanto mi riguarda preferisco di gran lunga l'immigrato al meridionale. L'immigrato chiede mentre il meridionale pretende, l'immigrato non ha troppi diritti e se ne torna a casa se la situazione peggiora, il meridionale ha tutti i diritti e anche quando è in cassa integrazione (a sbafo del nord) si lamenta perchè gli manca "l'orgoglio".
Quindi una bella amputazione del piede infestato da 4 mafie e meridionali al pari di tutti gli altri immigrati a capo chino a lavorare onestamente al nord per pagare le pensioni del nord, questo finchè il lavoro c'è, quando manca tuti fòra dai baj.
Arsan
Diceva mio nonno che "el terùn el spusa pù del negrùn"!
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