giovedì 25 giugno 2009

Donne sull'Abisso


Mentre in italia si discute come trattarsi di stretta attualità, perfino nei blog “alternativi” (!), ancora di Mani Pulite, un episodio di 17 anni fa, del “caso Moro” di 31 anni fa, del delitto Pasolini di 34 anni fa, in Francia ferve il dibattito sulla discussa compatibilità del burqa, indumento della tradizione islamica, con la secolare costituzione transalpina.

L’Assemblea Nazionale ha varato un’indagine in proposito il giorno dopo che il presidente Nicolas Sarkozy aveva controversamente dichiarato che il burqa “non è benvenuto” in Francia (1).

Per iniziativa trasversale, un gruppo di 32 deputati si è dato sei mesi di tempo per stabilire se l’uso di tale vestimento musulmano sia in contrasto con i PRINCIPI affermati nella costituzione. Dopo che un gruppo di 57 deputati, guidati dal COMUNISTA Andrè Gerin, aveva firmato una petizione per chiedere uno studio sulla fattibilità di vietare l’uso del burqa nei luoghi pubblici.
Sarkozy ha scritto ai membri dell’assemblea: “Il problema del burqa non investe la religione, si tratta di una questione di libertà e dignità delle donne. Non è un simbolo religioso. E’ un segno di sottomissione e di asservimento. Voglio dire solennemente che il burqa non è benvenuto in Francia”. Ha proseguito aggiungendo: “Noi non possiamo accettare che nel nostro paese vi siano donne intrappolate dietro ad uno steccato, tagliate fuori dalla vita sociale, deprivate di ogni identità. Questa non è l’idea che abbiamo della dignità di una donna”.

Già nel 2004 il parlamento transalpino aveva PROIBITO l’uso del velo islamico, nei luoghi pubblici, alle musulmane minorenni. E nella stessa legge furono vietati anche i crocefissi di grandi dimensioni, i turbanti Sikh e la kippah ebraica. In nome della iperlaicità dello stato.
L’anno scorso, addirittura, un’alta corte NEGO’ ad una cittadina marocchina la naturalizzazione francese poichè si era rifiutata di togliere il burqa.
Esistono oltralpe anche correnti di pensiero per vietate il “nero lenzuolo” copritutto in ogni caso, anche nei luoghi privati.

Aldiquà delle Alpi invece, nel parlamento nella repubblica bananiera delle “escort” nessuno si sognerebbe di accendere un dibattito TRASVERSALE sulla opportunità di vietare questo indumento in rispetto ai diritti delle donne, veri o presunti.
D’altronde come si ardirebbe parlare di dignità della donna in un paese in cui si consente ai nigeriani lo sfruttamento più bieco della prostituzione delle loro connazionali? E ai papponi albanesi di provocare un aborto a furia di calci nella pancia alle sventurate loro “protette” che hanno commesso la distrazione di rimanere incinte.
Storie di tutti i giorni.
Se pure il presidente del consiglio è sospettato di “andare a escort” a duemila euro a notte come sarebbe possibile condannare veramente gli stupratori rumeni o magrebini?

Le donne tutte sono tra le sconosciute vittime dell’italia terminale.
Pur di accondiscendere i “nuovi italiani” lo stato-zombie tollera non solo il burqa ma anche l’infibulazione, un bestiale sfruttamento femminile sulle strade e nei laboratori clandestini.
E consente che le nostre donne abbiano paura di uscire la sera da sole, di sentirsi trapassare dagli sguardi smaniosi di extracomunitari infoiati, di vedersi morire i figli da un giorno all’altro di meningite C.
Vi è una gara a garantire i “diritti dei clandestini”.
La “società civile” ha negli occhi solo gli extracomunitari che in cabina elettorale possono garantire la sopravvivenza della “nazione”. Mai lemma fu più impropriamente appioppato ad un coacervo di tribù l’una contro le altre armate come sono i vari popoli che albergano da millenni sulla penisola.

In italia non vi è discussione.
Sull’ingresso libero e sui “diritti” negati a noi per riservarli ai “migranti” vi è consenso integrale.
Tutto è pianificato e promosso in un’operazione sinergica dai poteri FORTISSIMI come il “padrone” giudeo-americano (che controlla i servizi segreti, G. Fini, Travaglio, sinistra radicale, PD, UDC e il partito di Pannella) oppure dalla massoneria (perfino satanista che dirige i vertici dell’ANM, CSM, banche, Grillo, Confindustria, PDL e financo settori “cattolici”, sigh!, come Caritas e le edizioni paoline di Famiglia Cristiana).

La stampa, a sua volta vigilantissima, fa passare come “da paese normale” che la magistratura, che dovrebbe essere PRIMO baluardo della legge, si schieri IN MASSA dalla parte dei clandestini i quaii, in quanto tali, violano decine di norme e leggi della repubblica che l’ordine giudiziario è profumatamente RETRIBUITO per fare rispettare!
Non ci sono i denari per gli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione, al dilagare della crisi, ma mai mancano per finanziare nuovi campi nomadi e per manonere coloro che hanno lo status di “rifugiato politico”.
Gli zingari ricevono 30 euro al giorno “CADACRANIO” come “contributo per l’integrazione”, cioè 900 euro al mese (2). Significa che ci sono famiglie Rom che pigliano anche 2700, 3600, 4500 o più euro mensili, senza alcuna contropartita.
Si prevede di tagliare l’assegno previdenziale mentre l’ammontare di quello di invalidità langue. Tuttavia si incoraggia il ricongiungimento d’invalidi ed anziani stranieri arrivati all’unico desiderio di ottenere una provvidenza assistenziale dall’INPS. Senza che, evidentemente, costoro abbiano mai versato contributi previdenziali e, ovvio, loro immancabilmente vantano i requisiti di reddito.
A esempio un singolo “rifugiato politico” costa giornalmente da 32 a 50 euro (3) equivalenti da 960 a 1500 euro mensili. Per i NOSTRI invalidi calpestati dalla miseria di 246,50 euro non ci sono le “risorse”. Considerando che da noi i “rifugiati”, escludendo i minori, sono 38mila secondo l’ONU (4), essi costano alla collettività almeno QUANTO da 130mila a 200mila invalidi civili!
TUTTE le normative sul lavoro a qualunque livello sono studiate con l’intento di rendere più conveniente assumere stranieri anziché lavoratori autoctoni.
Purché, alla fine, si costituisca il popolo italiano lo stato offre ogni garanzia, consente agli immigrati di compiere ogni sopruso e, a loro volta, subire qualunque angheria.

Ho sentito dire che gli adoratori del Demonio, a guisa del loro Signore immondo praticano la burla e lo sberleffo, stanno macchinando sottotraccia nell’ambiente calcistico.
Per ottenere cosa?
Indurre Marcello Lippi, selezionatore della nazionale maggiore di calcio, nell’ambito del “ringiovanimento” della squadra, a convocare il calciatore Balotelli, solo perché è un NEGRO senza riguardo se il ragazzo sia o meno “da nazionale”.
Lo “scherzone” sta nel fatto, conseguentemente, che i tifosi sfegatati ultranazionalisti e razzistoidi di estrema destra, che allo stadio sugli spalti cantano “faccetta nera” e fanno il “saluto romano” durante l’esecuzione dell’inno di Mameli, dovranno tifare per una squadra il cui attaccante è un NEGRO!

Se questa è l’italia nessuna speranza, avrete ben compreso, per le donne, maciullate in strada da sfruttatori incontentabili, sotterrate dai mariti “talebani” sotto un pastrano nero, sfruttate all’osso ai telai irregolari.
Le uniche donne fiere di essere “italiane” sono le puttane d’alto borgo, le “escort” che a colpi di mazzette da mille quantomeno fanno giornata.
E le leggiadre femmine di Belfagor che dai loro forum, mentre incensano i loro bassi idoli (5), sbandierano una libertà appiccicaticcia che in vero non posseggono, loro sì, peggio delle islamiche in burqa perché è la loro anima ad essere imprigionata dal “burqa” della possessione diabolica.
Questa una “camicia di forza” irremovibile, per l’eternità.

F. Maurizio Blondet

1 ) http://www.loccidentale.it/articolo/sark%C3%B2+va+a+versailles+per+dire+che+il+burqa+in+francia+non+%C3%A8+il+benvenuto.0073795
2 ) http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070924003121AASfkir
3 ) http://beta.vita.it/news/view/92064
4 ) http://www.unhcr.it/news/dir/62/view/140/quanti-sono-i-rifugiati-in-italia-14000.html
5 ) http://forum.malvestite.net/index.php?action=printpage%3Btopic=1411.0

1 commenti:

Asno ha detto...

Caro Maurizio,
quando un politico parla di liberazione c'è sempre da insospettirsi. In questo caso, la liberazione della donna - già regina della casa - è una vera e propria detronizzazione, iniziata un secolo fa col femminismo (rivoluzione colorata ante litteram, le cui suffragette furono generosamente stipendiate dai banchieri dell'epoca) e conclusasi col divorzio, l'aborto e la contraccezione.

Qual è l'obiettivo di questo progetto? La soppressione della famiglia, nucleo cardine di ogni società tradizionale, che vedeva ripetuto il suo schema in ogni anello concentrico della struttura collettiva (dal paterfamilias ai suoi superiori, dal primo di costoro al re e da quest'ultimo al papa). Essendo la famiglia l'unico garante di quel minimo di autonomia che permette la resistenza al Leviatano - pensa alla famiglia afgana - è ovvio che essa rappresenti un ostacolo da eliminare. E con noi occidentali c'è quasi riuscito, il Moloch moderno (l'Anticristo, l'USA-UK-UE-Sion). Chi resiste, visti i cedimenti della Chiesa, è l'Islam.

Capisco - e rispetto - il tuo punto di vista sugli immigrati. Tuttavia va detto, da un lato, che non sempre chi espatria è il miglior esponente della propria società (penso ai nostri antenati di un secolo fa) e, dall'altro, che la famiglia musulmana è ben più solida di quella cristiana. Di quella atea non parlo neppure.
Vedi, la donna musulmana si cela in pubblico per scoprirsi in privato. Si trucca e si fa provocante prima di andare a letto, non quando - come le nostre - si leva. Si realizza nella dedizione al marito, ai figli ed ai genitori.
Certo, senza fede un tale comportamento sembra assurdo. Ma non a caso l'Anticristo, per imporre la sua controfede, deve far tabula rasa della fede vera. E - mi ripeto - con noi c'è quasi riuscito.

Un caro saluto.
E che Dio ti benedica.
Asno
http://donkamel.splinder.com/