sabato 11 aprile 2009

Vecchi duci e nuovi “ducetti”


Il “decreto sicurezza” è finito esattamente come il sottoscritto fin dall’inizio aveva pronosticato.

Perché la manovra suprema si chiama “salvare l’italia”.
Il progetto prevede di ottenere un popolo italiano meticcio che possa rendere evanescenti le identità locali, i dialetti, perfino eliminare le differenze fenotipiche tra meridionali e settentrionali.
Per questo agli immigrati, anche ai meno desiderabili, vengono offerti ponti d’oro affinché rimangano e prolifichino il più possibile.

Non ci vuole molto a capirlo.
La “fascista” Mussolini, una che molto italianamente si è comprata la laurea in medicina, si straccia le vesti come nessun destrorso al mondo farebbe. Per esempio, in Francia, un Jean-Marie Le Pen lo avete mai sentito difendere gli immigrati senza se a senza ma coma fa la nipote del Duce?
Da dieci anni a questa parte non vi è legge promulgata dal parlamento italiano che non contenga una o entrambe queste caratteristiche:

- Elementi ci centralizzazione attraverso organismi di controllo “nazionali”, “authority” o accentramento di competenze immancabilmente allocati a Roma o nel Meridione
- Normative che favoriscono l’immigrazione attraverso meccanismi di “sanatoria”,“integrazione” o “liberalizzazioni” o un qualsiasi pretesto per giustificare l’ingresso di stranieri

Quello che Roma capitale vuole fare è il medesimo lavoro che fece Mussolini con il Sud Tirolo.
Il Duce per annacquare l’irredentismo della regione a maggioranza austriaca di lingua tedesca, organizzò una immissione selvaggia di italiani, specie nella zona di Bolzano per rendere gli italiani maggioranza.
Sei guardaste l’elenco telefonico della città sudtirolese notereste un sacco di cognomi meridionali, i discendenti dei coloni spediti lassù dal predappiese.

L’unica differenza con la situazione attuale sta nel fatto che non ci sono abbastanza meridionali da italianizzare l’intera Padania e Roma sta impiegando “migranti”.
La prima conseguenza che balza all’occhio è economica.
In un clima di collasso dell’economia (solo privata per adesso) lo stato tricolore favorisce l’immigrazione selvaggia, contrariamente a ciò che fanno altri paesi, con la conseguenza di importare masse di poveri che si andranno semplicemente ad aggiungere alle nuove povertà interne mescolate in un amaro cocktail di disagio sociale di difficile decifrazione.
Ho più volte menzionato che NON viene diffusa una statistica ufficiale, basata sulla dichiarazione dei redditi, che documenti di quanto gli immigrati abbassino il tenore medio medio dei residenti sul suolo italiano. La penisola “grazie” all’immigrazione sta diventando un paese sempre più povero, anche statisticamente, ma la cosa viene tenuta gelosamente nascosta.

Mel 2009, come ho sempre segnalato, entrerà UN MILIONE di immigrati nei diversi modi, i quali per il 90% saranno, o risulteranno, bisognosi per la qual cosa il costo per l’assistenza sta diventando sempre più insopportabile (1).
Come si può pensare di rientrare dal mastodontico debito pubblico, di competere nella sempre più stringente competizione globale importando milioni di senegalesi, indiani, marocchini la cui occupazione principale è stare in fila davanti ad un qualche sportello pubblico a chiedere informazioni, aiuto o sussidi?
La feroce opposizione alle “ronde” è dovuta al fatto che, se passasse il progetto, sarebbe dimostrato che controllare il territorio si può E quindi sancirebbe che la delinquenza dilagante e la criminalità incontrollata è voluta dallo stato per dare “carta bianca”, ancora una volta agli extracomunitari (oltre ai soliti criminali meridionali).
Il “piano casa”, vedrete, finirà per avvantaggiare gli stranieri, e la stessa legge sul “federalismo”, incrementa i poteri di Roma capitale mentre sulla distribuzione delle risorse in modo federalistico è assai più fumosa.

La cosa più bizzarra in tutta questa vicenda è che per salvare l’unità d’italia distruggeranno l’ex belpaese.
Tipico esempio la criminalizzazione di Milano e del Nord.
Chiunque abbia viaggiato un po’ capisce che Milano, tra le città grandi, è l’unica, bene o male, a potersi definire “europea”.
Roma è più simile ad Atene che a Monaco o Londra.
Napoli ha un profilo cittadino e un traffico francamente più simile a certe metropoli sudamericane che europee.
Se l’italia fa parte al momento del G7 lo si deve ESCLUSIVAMENTE alla Padania e questo ci porta al punto, se fosse per certe altre regioni non starebbe neanche nel G20!
Perché il problema è proprio ”ETNICO”!
Di coloro sotto una certa latitudine, ritengono che in quanto “meridionali” debbano avere certi diritti con minori doveri, in condizioni diverse, da ciò che avviene per abitanti di altre regioni il che lo si può ben chiamare RAZZISMO.
Scivoliamo verso una china terrificante su cui MILIONI di persone ritenenti che loro in quanto “stranieri”, “neri”, “rom”, “musulmani” meritino nuovi diritti che dovranno essere garantiti dal lavoro di un sempre minore numero di cittadini.

Roma e il sud recitano a soggetto la sceneggiata del “siamo tutti uguali” per convincere i coglioni del Nord a pagare tasse “più uguali” per compensare quelle che loro evadono o eludono attraverso la “fiscalità di vantaggio”, il lavoro nero e il guadagno illecito.
Molte delle imprese cresciute come funghi nelle periferie levantine sono fittizie che stanno in piedi con sussidi o interventi dei politici. Di gente che ha intascato montagne di quattrini a fondo perduto per costruire capannoni e poi chiudere dopo sei mesi nonostante tutte le agevolazioni fiscali di questo mondo.
Perché molti meridionali non voglio lavorare, vogliono i soldi!
Basti pensare al sistema pensionistico in cui, analizzando i dati INPS, da Roma in giù praticamente NESSUNO si è ricordato di versare contributi previdenziali per almeno 35 anni! Così a essere decurtate, lo riscrivo per la centesima volta, saranno le pensioni dei fessacchiotti creduloni che, fidandosi dei sindacati aguzzini, hanno pedissequamente versato per decenni sperando di avere un assegno previdenziale superiore a quello dei fankazzisti.
Nessun “sociologo” alla moda in TV o “fustigatore” dei vizi italici sui giornali ci sa speigare queste stranezze, nemmeno perchè il partito più “nazionalista”, alla fine, sia la Lega Nord che intimamente peraltro auspica la Secessione.

Su questo discorso si inserisce la questione delle grandi opere.
Fare grandi opere nel Meridione non ha costrutto perché poi laggiù non rendono, non portano ad uno aumento del PIL. Ed è il motivo per il quale in certe regioni vi sono CENTINAIA di opere pubbliche rimaste incompiute, nessuno ha un vero interesse a che entrino in funzione.
Non ne hanno bisogno.
Se mancano gli ospedali vengono a curarsi gratis nel Nord, di andare a lavorare più in fretta non interessa, tanto loro campano di sussidi o di imprenditoria famigliare, agricoltura, pesca, bar ristoranti ecc che non necessita di particolari “opere”.
In Campania, perfetta dimostrazione, esistono svariati impianti di compostaggio rifiuti, discariche a norma, centri per il riciclo rimasti incompleti o completati e mai aperti mentre la spazzatura si ammonticchia sui marciapiedi e lungo i bordi delle strade. La spiegazione è semplicemente che per la mentalità di quelle zone la raccolta dei rifiuti non costituisce per niente una “priorità”.
Si dibatte che l’italia sta agli ultimi posti nello sviluppo scientifico.
Ciò è dovuto al fatto che la POCA percentuale di PIL destinata allo scopo va soprattutto al Sud in cui i centri di ricerca, come OGNI entità statale, vengono creati per produrre posti di lavoro anziché risultati scientifici. Così dopo appalti truccati, tangenti e lungaggini ad essere assunti sono i “raccomandati” dorati di lauree come quelle della la Mussolini anziché i pochi competenti.
Mentre invece in Lombardia le infrastrutture e i centri di ricerca servirebbero veramente alla gente che produce. Ma “ducetto” Berlusconi ha già confermato che il è ponte sullo Stretto ad essere prioritario (2, per “unire al paese” una regione come la Sicilia a forte spirito indipendentista), e scommetto, irrinunciabile sarà anche l’autodromo a Roma.
Non è prioritario invece l’Expo o fare il MOSE per sottrarre Venezia all’acqua alta. Della TAV Torino-Lione neanche più si parla, i Notav non servono più, ci sono i terremotati!

Esiste in effetti la “complicazione” dell’Expo.
Roma non si aspettava che Milano si aggiudicasse l’edizione del 2015.
E’ subito iniziato l’intenso fuoco di sbarramento contro Milano con l’obbiettivo ai annullare la manifestazione perché la “capitale” non vuole spendere per Milano i denari estorti ai milanesi sterssi.
Nella metropoli lombarda gli stranieri sono ora il 14% della popolazione, Roma sta deliberatamente mandando tutti gli zingari che può in modo da deteriorarne l’immagine all’estero. A questue ritmo nel 2010, cinque anni prima dell’Expo, la situazione sociale ed economica in città sarà talmente compromessa che qualche imbecille dell’”antipolitica” salirà in cattedra chiedendo di rinunciare alla manifestazione poiche “Milano ha ben altri problemi che l’Expo”.
Infine sarà Berlusconi in persona che “con rincrescimento” annuncerà che l’Expo non si terrà. Così i telegiornali romani potranno dire che è stato un milanese “doc” a volere la rinuncia alla manifestazione.

Questo vi da l’esatto quadro anche di quale sia stato il motivo per cui il Cavaliere Blu è sceso in politica.
Forza italia a AN in campagna elettorale cavalcano gli stessi temi programmatici della Lega per portarle via voti, quando sono al governo si comportano in maniera opposta addirittura rinfacciando al Carroccio la volontà di volere rispettare il programma di governo! Come pure abbondantemente previsto, stanno per aumentare le tasse con il pretesto del terremoto. Se non il sisma, avrebbero citato la crisi, il G20, il riscaldamento globale.

Adesso Roma capitale sta preparando la mossa finale; fare passare il referendum di giugno in modo da eliminare la democrazia consentendo l’esistenza di due soli partiti PDL e PDL i quali, come si è ben visto in occasione della votazione del decreto sicurezza, sono un “unicum” affaristico-istituzionale. L’Unità giornale, che ha sede a Roma, raccoglie firme per l’Election Day, quando in italia mai un referendum si è tenuto assieme ad elezioni politiche o europee.
Fare credere esista una dicotomia destra-sinistra anziché la vera e sola antitesi etnica tra NORD e SUD.
Loro sperano di fare come per il referendum sulla devolution, cioè che gli assistiti meridionali e gli statali romani corrano a votare per emarginare la Lega Nord anche se aumentasse i consensi, in modo da controllare meglio i polentoni e costringerli ad una sempre maggiore vessazione fiscale. Anche se saranno molto attenti nel cercare di non farlo passare per ciò che in realtà è: un referendum anti-Lega.
L’uso immorale di un evento catastrofico per sfoggiare solenni funerali di stato e tripudio di tricolori senza spiegare una quisquilia. Il perché gli acquedotti dei Romani che stanno in zone sismiche da venti secoli non si sono scostati di un millimetro, nemmeno gli edifici fascisti lì da 80 anni, dai tempi di nonno Benito. Viceversa l’ospedale e la Casa dello Studente dell’Aquila, edifici nuovi antisismici (!) costruiti con gli appalti al ribasso in base alle leggi della Repubblica delle Banane di Pizzaland, si sono sbriciolati dopo qualche scossetta.

Come ho sempre scritto l’economia vince sempre.
Il sistema economico padano inabissa, non c’è nessun referendum, con o senza quorum, tantomeno il voto agli immigrati , che possa fermare questo evento anche se trasformano lo stato in uno zombie parafascista.
Una “Via Crucis”, visto che siamo in periodo, senza speranza o pietà per la popolazione, è cominciata e non reversibile.
L’unica è sognare di riuscire a costruirsi, e anche questo l’ho già detto, una personale scialuppa di salvataggio per sopravvivere all’italia terminale.
A proposito, Buona Pasqua!

F. Maurizio Blondet

1 ) Questo video mostra i drammatici effetti dell’immigrazione in America, ricordandoci e in italia abbiamo una densità di popolazione 7 volte quella degli Stati Uniti,
http://www.youtube.com/watch?v=n7WJeqxuOfQ
2 ) http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE5390EX20090410

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Pur essendo sudista, sardo per l'esattezza, concordo su diversi punti che tu hai elencato. So che c'è questo problema degli immigrati. Nel mio blog ho segnalato ciò che ho appreso su aiuti che loro, mensilmente ricevono come aiuto economico, con bollette e affitti pagati,con i figli ben inseriti nelle scuole e con gite ed extra pagati, con posti di lavoro in qualche maniera riservati per loro. Ritengo che si stanno allevando delle serpi in seno:importiamo modi e stili di vita che non sono nostri.Quì, durante le processioni dei misteri, hanno fatto cantare anche extracomunitari:nulla da ridire se, per lo meno, fossero cristiani. E se alcuni di noi hanno sufficiente apertura mentale da accogliere una persona che vede la vita in maniera diversa, ben altro e permettere ad altri di fare ciò che vogliono rinunciando noi,però, a nostri diritti e stili di vita.Non devo privarmi della mia cristianità, non devo essere cacciato da casa mia.Quanto al non voler lavorare, sarà anche vero che in diverse realtà del sud sia così, ma ti garantisco che è la mancanza di prospettiva che impedisce a tanti giovani di credere in un futuro migliore. Se non si è convinti che qualcosa sia ancora da fare e si possa migliorare, ed è la certezza di tanti giovani e meno giovani isolani, siamo alla fine. Qui abbiamo visto aziende aperte da persone senza scrupoli e chiuse nonostante sovvenzionamenti statali.Giovani,idioti, che hanno lasciato l'agricoltura e la pastorizia, pensando di fare soldi facili e senza fatica;le terre sono state devastate e inquinate: è sufficiente fare un giro per vedere con i propri occhi ciò che spesso viene negato dagli amministratori pubblici, convinti che 10 posti di lavoro valgono qualche percentuale di veleno nel terreno e nelle falde.Altra convinzione messa nelle teste dei sardi è che ci sia carenza di acqua, cosa falsa e dimostrata come tale. Mi fermo per non divagare e non tediare chi legge il commento, e auguro che le cose possano cambiare, per tutti... coloro che si sentono italiani.
illupodeicieli.leonardo.it