mercoledì 4 marzo 2009
Monza come Malpensa
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha annunciato che si farà il circuito automobilistico all’Eur in grado di ospitare un gran premio di Formula 1 (1) .
Non ci sarebbe neanche bisogno si scriverlo che l’intento è quello di portare il gran premio d’italia a Roma sottreaendolo a Monza, sua sede storica.
Questo fa parte del programma di “estrema centralizzazione” in corso da una decina d’anni a questa parte: portare a Roma (o nel Sud) tutti i centri di potere e di controllo strategico, dalle “authority” ad ogni manifestazione di significativo carattere internazionale.
Lo sport è un brillante esempio.
Da quando la sede della Lega Calcio è stata trasferita a Roma, assieme alla “domenica sportiva” di Rai e Mediaset, non si riescono a mandare in Serie B Roma e Lazio col Napoli sempre salvati dal potere nonostante conti societari disastrosi. Addirittura qualche anno fa con il Napoli in fondo alla B si ipotizzò di dividere la serie cadetta in due gironi per non fare retrocedere i partenopei in Serie C!
Da quest’anno il giro d’italia termina a Roma invece che nella tradizionale passerella meneghina, storico omaggio alla città sede del giornale organizzatore.
Così il 6 nazioni di rugby è stato insediato allo stadio Flaminio in un contesto sportivo e culturale totalmente estraneo al gioco del rugby. E di tanto in tanto la tv e le radio trasmettono interviste molto curiose in cui dei tizi con un accento del Nord si dichiarano contentissimi di andare a Roma a vedere l’”italia” della palla ovale.
Per Monza succederà come per Malpensa.
Costruiranno il circuito all’Eur alla chetichella, nascondendo gli stanziamenti in qualche decreto “mille proroghe”.
Non ne parleranno tanto i giornali secondo il clichè vigente secondo il quale delle grandi opere che si fanno, ma soprattutto di quelle che non si costruiscono, si parla solo se ubicande in Padania in modo da fare credere, ai babbei polentoni, che lo stato spende per le infrastrutture soprattutto per il Settentrione.
In realtà avviene esattamente il contrario.
La spesa procapite per opere pubbliche, tenendo conto di quelle INCOMPIUTE, è assai più alta dal Lazio in giù, ricordo che Feltri l’aveva scritto chiaramente una volta.
Nel frattempo, identicamente com’è avvenuto per Malpensa, i giornali cominceranno a disapprovare l’autodromo monzese, dimostrando che “è vecchio”, “che non è sicuro”, “che il comune non fa abbastanza”. Però quando le amministrazioni locali chiederanno più fondi questi saranno negati con il ritrito “rigore nei conti”.
Per l’aeroporto della brughiera, prima DA ROMA i poteri forti ostacolarono in ogni modo i finanziamenti per collegamenti ferroviari indispensabili con Torino e il Triveneto, salvo fare dire ai loro servi che“Malpensa è una cattedrale nel deserto”.
A Shanghai l’aeroporto di Pudong, che dista 30 km dalla città, è raggiungibile in 8 minuti scarsi grazie alla TAV a levitazione magnetica.
La “italianità di Alitalia”, scoprirete, è stato tutto un colossale inganno per fare una legge che togliesse CON LA FORZA gli slot a Milano per costringere i cittadini padani ad andare A ROMA Fiumicino per prendere i voli intercontinentali.
Si tratta di una tecnica italianissima.
Fare credere che un certo provvedimento è un “progresso”, che a guadagnarci è il Settentrione, in realtà avviene tutt’altro.
Classico esempio fu la legge burla sul silenzio-assenso nella donazione degli organi.. Fecero credere che così anche al Sud ci sarebbero state le donazioni, che per la MENTALITA’ egoista di quei luoghi, erano scarse.
In realtà fu solo un espediente per sciogliere il NIT (Nord Italia Transplant) ed avocare a Roma il controlo degli organi donati. Col risultato che al Sud continuano a mncare organi da trapiantare, che vengono importati dal Nord, mentre in Padania la gente nuore in attesa di trapianto.
La teoria è sempre quella di sabotare negando le risorse monetarie, demonizzare enfatizzando sui media ogni piccolo incidente ei significante disguido, svilire la portata per poi accentrare attraverso qualche leggina farlocca. Così è stato per il centro ricerche Rai di Torino, la storica mostra del cinema di Venezia (pure un’eredità fascista, cioè romana) e la mostra alimentare Cibus di Parma. E ci sono sicuramente miriadi di altri esempi che ora mi sfuggono.
Anche l’abolizione delle province, delle cominità montane e piccoli comuni fa parte del complotto centralizzatore. Ricordando i periodici referendum “maggioritari” tesi unicamente a eliminare i movimenti identitari dalla rappresentanza parlamentare.
Tutti i FALSI RIVOLUZIONARI dell’italia terminale stanno sul libro paga del centralismo.
Come Beppe Grillo, il più noto.
Il “comico” genovese possiede una strana scala dei valori ambientalisti.
Ha realizzato, negli anni, molti post contro la TAV (Torino-Lione, Verona-Monaco e Milano-Venezia-Trieste-Lubiana del “Corridoio 5”), LE UNICHE TRATTE INDISPENSABILI se si volesse davvero incrementare l’uso della rotaia al posto della gomma per merci e persone dato che le attuali strutture ferrate sono sature o al limite della saturazione.
Invece egli non ha cagato neanche di striscio l’ultimo onerosissimo incubo di una linea veloce Napoli-Bari (in struttura costosamente simile alla Torino-Lione, 5), non solo, ma ha addirittura pontificato come “prioritaria” la Salerno-Reggio Calabria (2), UN’AUTOSTRADA GRATUITA, i cui appalti della sempiterna ristrutturazione sono una ghiottoneria unica per le associazioni criminali che permeano il territorio che l’opera attraversa.
L’unica grande opera meridionale contro cui si è in effetti scagliato lo psicobuffone è il ponte sullo Stretto. Senza ricordare, “stranamente”, che il suo compagno di merende Antonio di Pietro, quando fu ministro delle infrastrutture di Prodi, VOTANDO CONTRO IL SUO GOVERNO ED IL MINISTERO DI CUI EGLI STESSO ERA TITOLARE (!!!),salvò dalla chiusura la società Ponte sullo Stretto (3) .
La Lombardia ha da sola il 50% di tutto il traffico ferroviario della penisola ma la metà dei km di TAV della Campania.
Trenitalia e Notav agiscono in modo sinergico.
Tipica occasione, approfittando della baraonda causata dall’apertura della tratta veloce Milano-Bologna, la società ferroviaria ha tagliato i treni pendolari su tratte che non hanno nulla a che fare con la MI-BO. I Notav, dal canto loro, hanno inscenato una finta contrapposizione treni veloci-treni locali (4). Lo scopo della riduzione dei treni pendolari è quello di scoraggiare in Padania l’uso del mezzo pubblico in favore delle automobili. Affinché i coglioni del Nord continuino ad acquistare automobili, necessario per tenere aperte le anchilosate fabbriche automobilistiche Fiat che stanno TUTTE nel Suditalia. Così come tutti i treni nuovi finiscono nel Lazio e nel Meridione nonostante laggiù il costo del biglietto per km sia più basso.
I notav esistono solo sopra il Po’ clandestinamente sostenuti dai servizi segreti italiani.
Ho riportato svariate volte che Legambinete sta addirittura NEL COMITATO (affaristico-mafioso) PROMOTORE Sìtav per la notoria linea Napoli-Bari (5).
Quindi avete capito bene.
Nel “povero” Sud, “stranamente”, nessuno si preoccupa dei “poveri” pendolari bensì della “velocizzazione” delle ferrovie, al contrario, in Padania gli “ambientalisti” si oppongono ai quadruplicamenti veloci quando questi sono fondamentali per venire a capo della saturazione degli assi ferroviari. Se per davvero, come pretenderebbero questi cialtroni, merci e persone migrassero in massa verso il treno per gli spostamenti, in Lombardia nessuna ferrovia esistente basterebbe!
Troppo compromessi col sistema i “paladini dei pendolari” per sentire l’odore di piscio sempre più acre che sale dalle stazioncine sempre più sudice e “impresenziate”. Dai bagni inservibili, dalle macchinette obliteratrici fuori servizio, i distributori di biglietti divelti e le fontanelle esterne misteriosamente a secco da un giorno con l’altro. Per la “delizia” dei pendolari, quelli VERI, non dei fracidoni di Legambiente.
Stessa commedia in scena per i NoMose e i nuovissimi NoExpo.
A Milano si organizzano ridicoli convegni sulle possibili infiltrazioni mafiose negli appalti per l’Expo 2015 allo scopo di ritardarne i lavori e farlo fallire (6).
Per poi certificare nei media romani, i soliti Messaggero, Repubblica, TG3 “che è colpa del Nord”, “Milano peggio di Napoli” e così via.
Non sembra che alcuna organizzazione di professionisti dell’antimafia abbia mai programmato nella “capitale” adunate oceaniche contro le infiltrazioni mafiose per gli opulentissimi appalti di per “Roma capitale” ad esempio. Eppure risulta da numerose indagini una notevole presenza di clan camorristici risaliti sotto il Cupolone dalla non lontana provincia di Caserta.
Lo stato adesca il Meridione con le tariffe “promozionali” per viaggiare in treno, tollerando le pericolose discariche gestite dalla criminalità e le autostrade senza pedaggio. La procura di Napoli non si occupa di camorra, non persegue il disastro ambientale in corso nella regione ma quali sono allora le priorità?
Indagare la Juventus.
Se fossero i magistrati di Torino a inquisire il Napoli Calcio verrebbero prontamente rimossi dal csm. Perché i terroni devono stare comunque in Serie A!
Perché è sempre colpa del Nord, colpa di Malpensa per il deficit Alitalia, colpa dei “razzisti leghisti” se ai campani, PER MOTIVI ETNICI, frega nulla di differenziare la spazzatura, tantomeno di vivere accanto a mucchi di “rumenta” alti come condomìni.
Per Monza sarà colpa di Formigoni “che non ha battuto abbastanza i pugni sul tavolo per tenersi il gran premio”.
A scongiurare le infiltrazioni mafiose negli appalti dell’Expo milanese sarebbe lapalissianamente sufficiente INIBIRE a imprese meridionali la possibilità di partecipare alle gare.
Perché la mafia c’è dove ci sono siciliani, la camorra dove arrivano i campani, la ndrangheta dove si riversano calabresi.
Tutto il resto sono vecchie favole atte a giustificare l’unità d’italia e le immense spese e sperperi per la cosiddetta lotta alla mafia.
Ma il sogno più inconfessabile della cricca capitolina è quello, dopo avere avocato nell’Urbe la sede della CONSOB, di scippare a Milano la sede della Borsa valori.
Anche in questo caso ha mandato avanti i suoi scagnozzi, ancora Grillo, a pontificare che “la borsa va chiusa”, dopo che egli aveva, nel suo blog, scritto “Malpensa va venduta”.
Ma qui veniamo al dunque.
Sicchè è l’economia che detta legge, sempre.
Come un tragico “rasoio di Occam” le ipotesi non necessarie stanno rapidamente per essere scartate come la continua demonizzazione, criminalizzazione di Milano e della Lombardia, in vero tra le poche realtà sociali ed economiche italiane degne di essere definite da “primo mondo”.
La regione lombarda produce da sola il 25% del PIL italiota, versa una quota superiore di tasse. Tuttavia sta all’ultimo posto per km di strade su veicoli circolanti (7) e al 14esimo posto per km di ferrovia su passeggeri trasportati tra le regioni.
L’OCSE chiede di abbassare la pressione fiscale sui redditi da lavoro (8), cioè ridurre le tasse in Padania.
Ma tranquilli che non avverrà.
Il collasso in corso dell’economia settentrionale, per l’abnorme carico fiscale, la carenza infrastrutturale, la mancanza di ammortizzatori sociali (la misera Social Card è solo per il Sud, 9) porterà a un’immane catastrofe di tutto l'apparato parassitario-razzista che su di essa sta per finire di campare a sbafo.
Alemanno e i suoi compaesani, i mistificatori dell’ambiente dovranno decidersi seriamente a trovare un lavoro, che non c’è più, anziché farneticare di farsi un “gran prix” fuori porta.
F. Maurizio Blondet
1 ) http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=48147&sez=HOME_ROMA
2 ) http://www.beppegrillo.it/magazine/archivio/lasettimana2006-10-23.pdf
3 ) http://www.eddyburg.it/article/articleview/9945/0/34/
4 ) http://www.notav.eu/article-print-4409.html
5 ) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/03/23/legambiente-lite-su-della-seta-dopo-il.html
6 ) http://www.meetup.com/grilli-del-parco-sud/
7 ) http://www.univa.va.it/Varesefocus/VF.nsf/web/C05B58840954B9DBC125736200508B7C?OpenDocument
8 ) http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5220B620090303
9 ) http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/social-card/social-card-nord/social-card-nord.html
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3 commenti:
Sono realmente sue le frasi che wikipedia cita nella pagine riferita al suo nome?!
Mi paiono delle banali grossolanità che lasciano il tempo che trovano, fors' anche meno.
..e così lei non è maurizio blondet. ci si confonde perchè
1. le sue parole non sono affatto macigni, per fortuna o per merito (suo)
2. è lei il primo a voler essere confuso. ed in effetti tra voi non saprei chi è peggio.
ma a quelli come voi, cosa vi è successo da piccoli?!
beata te cara stefania che 6 un'ignorantona illetterata che non sa 1 azz.
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