mercoledì 25 febbraio 2009

Dumping della controtendenza


Una mia conoscente lavorava facendo le pulizie in case private ed uffici, in nero, per 7 euro l’ora.

Ha dovuto piantare il lavoro perché le senegalesi si accontentavano di 5 euro l’ora e lei non poteva permettersi di sgobbare per così poco. Dovendo spendere, tra l’altro, 100 euro di ticket, in Lombardia, per un ciclo di fisioterapie di cui ha bisogno di tanto in tanto.
Il titolare di una fabbrica di componenti per biciclette nel giro di un anno e mezzo ha sostituito tutti i dipendenti “italiani” con immigrati in particolare neri. Si era accorto che con un’operazione del genere avrebbe risparmiato parecchio sul costo compòessivo del lavoro. E in fondo, i ghanesi erano in grado di svolgere perfettamente le attività perlopiù manuali nella sua azienda.

Il fenomeno è in crescita da anni, ma con la crisi dilagante appare in tutta la sua disprezzabile fattezza: il cosiddetto “dumping sociale”. Ossia la tendenza, legalizzata o meno, dei lavoratori ad accettare condizioni di lavoro e salario vieppiù degradanti per non perdere il posto in favore di altri lavoratori che si suppone accettino condizioni più svantaggiose.
In questo momento economico in italia, esiste una poderosa spinta verso il dumping sociale a causa dell’IMMIGRAZIONE (ma va!).
Per due motivi principali uno indiretto e uno diretto: quello indiretto è dovuto al fatto che il sistema retributivo che vige premiante l’anzianità lavorativa e la qualifica.
Gli stranieri essendo in maggioranza giovani e dequalificati risultano essere un peso minore per l’azienda.

Il secondo motivo è una causa DIRETTA del degrado contrattuale.
Gli stranieri NON PAGANDO IMPOSTE, BOLLETTE E TICKET DI SORTA possono permettersi di accettare condizioni salariali divenute inaccertabili per i lavoratori autoctoni alle prese con i crescenti costi degli affitti, tasse universitarie, bollette di ogni tipo.
L’immigrato “tipico”, centrafricano, magrebino, albanese, indiano ha un reddito famigliare quantomeno dichiarato talmente basso da godere, come si è detto, della sanità totalmente gratuita, così come interamente gratis per i figli la scuola pubblica di ogni ordine e grado. Nelle graduatorie per le case popolari in cima sempre extracomunitari, i quali una volta occupata l’abitazione tendono a non pagare neanche le tariffe, pure agevolate, di luce, acqua e gas. Agli stranieri viene consentito di guidare automobili non a norma col codice della strada, senza bollo e assicurazione. Di persona ho assistito a un episodio in cui un cittadino, credo balcanico o giù di li, invocava l’ISEE (1) per farsi togliere una multa che LUI riteneva troppo alta.

Va da se che non vi è partita.
Gli stranieri pur di ottenere un lavoro regolare possono gradire condizioni economiche incongrue per il comune cittadino italiota.
Questo fa la gioia di certi “imprenditori” o pseudo tali, grazie alla complicità dei sindacati di regime per i quali pur di far passare che “gli extracomunitari lavorano regolarmente” sono disposti a giustificare ogni controsenso.

Come la direttiva Bolkenstein della vergognosa UE, per esempio (2).
Questa orrenda legge, per ora annaquata, posta sotto il solito cliché della “liberalizzazione del lavoratori”, “contro la discriminazione” costituisce uno dei puù potenti strumenti giuridici per favorire il “dumping sociale”, attraverso l’immigrazione, naturalmente travisato da conquista epocale dei lavoratori.
In questa direttiva vi è la clausola del “paese d’origine”, secondo la quale un lavoratore deve essere pagato secondo il contratto in vigore al suo paese e non in quello dove è andato per conto dell’azienda. Potete immaginare che razza di grimaldello sociale sia questa vergognosa condizione.
Per fare un esempio, una ditta veneta che, come moltissime altre, ha una filiale in Romania, potrebbe inviare operai romeni a lavorare, diciamo, in Lombardia al costo del lavoro rumeno. In questo modo, prima o poi, le aziende concorrenti lombarde dovrebbero adeguarsi per non perdere i contratti. In questo modo gli operai delle suddette aziende, sempre per fare il solito esempio, dovrebbero accettare salari “rumeni” o di perdere il lavoro.
Capite bene che se la cosa fosse applicata su scala continetale col tempo i salari dell’intera Europa dovrebbero essere schiacciati verso il basso al livello di Romania, Bulgaria in un “dumping globale”.
Poi come sempre la penisola si differenzia dal resto d’Europa per un’altra peculiarità: il “superdumping sociale” costituito dai laboratori clandestini in particolare cinesi che operano nella più totale illegalità col più bieco sfruttamento di lavoratrici donne e minori, giorno e notte, nei feriali e nei festivi, come nel Vecchio Continente non si ritrova più neanche nei più disastrati distretti balcanici.

Uno dei motivi per i quali la cosiddetta società civile è cosi avversa alle “ronde” è proprio questo. Perché essa vorrebbe salvaguardare l’incolumità di queste centrali di sfruttamento, uno dei più individuabili obbiettivi di gruppi di cittadini volontari. Così come continuare lo spaccio di droga ormai interamente controllato da neoitaliani.
Se il “signor cinese” dovesse sottoporsi, come gli imprenditori nostrani, al 65% di pressione fiscale al Nord (altro che 43%!) se ne tornerebbe al suo paese. Assieme ai magrebini, sudamericani, negri che smerciano stupefacenti i quali PER MOTIVI ETNICI, non avrebbero alcuna voglia di rimanere a spaccarsi la schiena in fabbrica per luridi mille euro mensili.
Quella “società civile” che invoca la “legalità” e la “costituzione” solo se a violare le leggi sono cittadini “locali”. Per la quale la mafia esiste qualora ci sia di mezzo Berlusconi. Se invece in intere zone dell’Emilia, Toscana, Lazio, in settori degli appalti viari e ferroviari dominano cartelli di imprese meridionali che pagano i lavoratori metà del contratto “ufficiale”, in questo caso la mafia non c'entra”, è il “Sud che lavora”!

Questo vi da un quadro descrittivo della situazione.
Pensateci bene.
A guadagnarci dall’immigrazione il padronato sfruttatore che, retribuendo il lavoro sempre meno, incrementa il guadagno, mentre i costi sociali in termini di assistenza e criminalità ricadono sui ceti medio bassi che inoltre si ritrovano a competere “al ribasso” con i nuovi venuti per il posto di lavoro.
Il flusso incontrollato sta letteralmente DISINTEGRANDO la sanità, la scuola statale, la sicurezza ma per i ricchi sempre più ricchi nessun problema nelle esclusive scuole private, negli ospedali di lusso ove, come in America, operano i migliori chirurghi.
La fortissima maggioranza di stranieri che risultano poveri o poverissimi è la PRINCIPALE causa di depauperamento dei cittadini autoctoni, tranne naturalmente, per quell’1% di profittatori senza scrupoli che trae giovamento dalla guerra tra poveri per un tozzo di pane.

Ci raccontano i media bugiardi delle “rapine in villa”.
In vero si tratta di MIGLIAIA di furti e soprusi quotidiani commessi ai danni dei comuni cittadini.
Sicché, state tranquilli che nelle VERE VILLE dei ricconi ben protette da sistemi di allarme satellitare e guardie armate i Rom e i “romeni” non ci vanno a delinquere.
Ogni settimana avvine da qualche parte nella penisola un crimine simile (o peggiore!) a quelli di Cogne, Garlasco o Erba. Ma anche per l’immigrato siciliano Emilio Fede i “delitti efferati” (si chiamavano una volta) sono degni di notizia se e solo se i carnefici (o presunti tali) sono rigorosamente nati sopra il Po. Immaginate come sarebbero i notiziari Rai e Mediaset se la brutale strage di Castelvolturno (per non dimenticare) si fosse verificata a Treviso o Varese e gli autori originari del posto!

La presidentessa dei confindustriali, Marcegaglia, ha chiesto che le imprese possano trattenere per un anno il TFR per avere più liquidità, in questo momento critico, anziché conferirlo subito a Roma.
Tremonti le ha risposto picche, la “capitale” ha angosciosamente bisogno di quei denari per finanziare l’assistenzialismo e le sordide regalie alle burocrazie inadempienti che ancora puntellano il sempre più barcollante stato-zombie.

Ciò che succederà è che le tasse e balzelli per le piccole e medie imprese padane incrementeranno senza sosta, il TFR verrà avocato sulle sponde del Tevere anche per le entità con meno di 50 dipendenti.
Col risultato che per non fallire molte realtà saranno costrette, per ridurre il costo della mano d’opera, a fare lavorare immigrati, anche clandestini, con magno gaudio dei ciarlatani prezzolati di Famiglia Cristiana e affini.
Per gli operai “italiani” inispecie anziani, senza più TFR, senza neanche pensione perché, “grazie” alla riforma Prodi, il valore degli accantonamenti nei fondi, sta crollando con le borse mondiali (3), il destino è segnato.
“Curiosissimo” (detto alla Fantozzi!) che la riforma del Trattamento di Fine Rapporto, portata avanti dal BANCHIERE Padoa Schioppa, abbia giusto coinciso con l’inizio del collasso dei mercati in modo che i versamenti mensili nei fondi stanno regolarmente svanendo nel nulla senza che i lavoratori e le lavoratrici abbiano potuto e possano dire niente!
Nemmeno più gli “ammortizzatori” perché “non ci sono le risorse”, garantisce Sacconi.
E se, dopo magari decenni di lavori usuranti, avete bisogno di fisioterapie, oltre al ticket di 100 euro, attese interminabili dato che le strutture riabilitative pubbliche sono occupate quasi “militarmente” da stuoli di stranieri ricongiunti SOLAMENTE per essere curati a spese nostre.

Ma per una “ sinistra al caviale”, sempre più annidata e asserragliata nel “Castello” del settore pubblico, le priorità sono tutt’altre: equiparazione dei titoli di studio di studenti stranieri che studiano in italia (senza precisare: studenti interamente a carico del contribuente nostrano) o “lotta al razzismo negli stadi” oppure ancora “combattere tutte le forme di discriminazione”.

A proposito, vi è un’altra “particolarità” tutta italiana sempre in tema di “discriminazioni”.
Mentre in giro per il modo, gli stati, per fronteggiare il minore gettito fiscale, riducono il personale statale e limano gli stipendi pubblici a cominciare dai manager, la Repubblica delle Banane di Pizzaland viaggia in discreta controtendenza (ci mancherebbe!).
Sono infatti i “privati” da noi a dovere aspettarsi sacrifici, decurtato PER L’ENNESIMA VOLTA l’assegno pensionistico, a vedersi scippata la liquidazione.
Nessuna notizia sui giornali, nemmeno in un trafiletto a pagina 21, in merito al taglio degli stipendi MILIONARI dei dirigenti di Ferrovie, Enel, Inps (!), Inpdap (!), Poste, ministeri assortiti e ai dipendenti del quirinale e bankitalia che godono di privilegi ormai insostenibili.
Nello statalismo-bunker dogmatico lo stipendio tiene sempre il passo del’inflazione, il TFR intonso anzi incrementato, la licenziabilità dei fannulloni una chimera nonostante gli sforzi del CORAGGIOSO ministro Brunetta.
E tantomeno si ode di riallineamenti di retribuzione ai manager delle banche “private” che stanno per ricevere DECINE DI MILIARDI DI EURO di VERI soldi VOSTRI per “aiutare i piccoli risparmiatori” attesteranno i pennivendoli dalle colonne dei giornali “autorevoli”.

Perciò osserverete, niente manifestazione “antagonista”, “per la democrazia”, contro la “deriva liberista della Bolkenstein” in piazza Farnese in difesa dei DIRITTI STUPRATI dei lavoratori del settore privato.
Il dumping del buon senso, in controendenza.

F. Maurizio Blondet

1 ) http://it.wikipedia.org/wiki/ISEE
2 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Direttiva_Bolkestein
3 ) http://bellaciao.org/it/spip.php?article23207

6 commenti:

mauri ha detto...

meno disoccupati ci sono,e naturalmente diventa più difficile riempire i posti di lavoro vacanti.Perchè ci sono meno persone che cercano lavoro.Allora bisogna offrire più soldi per trovare gente disposta a lavorare e questo determina un aumento dei salari che equivale ad INFLAZIONE!!Ecco la parola chiave!Ecco la parola che fa tanta paura ai burattinai!Questi se non trovano la maniera i tenere bassa l'inflazione come possono continuare a stampare e a creare denaro dal nulla?Più denaro si stampa + inflazione! OK? Allora,come si può risolvere questo problema?Facciamo invadere una nazione da milioni di disperati,disposti a lavorare per 2 soldi ed ecco che come per magia i salari si abbassano e l'inflazione non fapiù paura.Se poi avvengono 20 stupri al mese,se poi gli autoctoni coglioni che pagano le tasse si riducono alla fame;a noi che ce frega?Perchè secondo voi gli americani stanno pensando di aprire le frontiere ai messicani?Perchè milioni di messicani con le pezze al culo sarebbero già pronti ad invadere gli usa?Se soltanto la gente comune sapesse un poco di più di economia!Gli sciocchi dei centri sociali capirebbero che il movimento no global è stato manipolato,pompato e finanziato dagli stessi che hanno voluto la globalizzazione.

Anonimo ha detto...

Giustamente,se ci saranno molte persone disposte a lavorare per pochi denari,l'inflazione non si alzerà più di tanto,almeno per il momento.Inflazione bassa vuol dire tassi di interesse bassi e quindi pagare meno soldi ai creditori(ad esempio a chi compra titoli di stato),incrementare gli investimenti ed anche a fare in modo che i cittadini si indebitino,magari anche per cose di cui non hanno bisogno-Ricordiamo che chi fa debiti diventa schiavo dei creditori,e questo i banchieri lo sanno molto bene.Comunque,discorsi tecnici a parte,abbiamo capito(a parte gli imbecilli,che sono la maggioranza) che gli immigrati sono una manna per il governo,i banchieri,gli imprenditori e una vera e propria disgrazia per noi cittadini italiani.

Anonimo ha detto...

Ottima analisi, come sempre.

Anonimo ha detto...

non sono d'accordo con la teoria che l'aumento dei salari comporti maggiore inflazione.vi faccio un esempio banale:una signora di mia conoscenza ha un campeggio estivo in cui servono10 dipendenti.anni fa assumeva 10 studenti universitari a 1000 euro mensili.ora al loro posto assume 10 baluba a 500 euro mensili.risultato "l'imprenditrice" tutti i mesi si mette in saccoccia 5000euro in più rispetto gli anni passati.ecco(in questo caso) a chi e a che servono gli extracomunitari.più soldi si stampano,più inflazione? verissimo.infatti,l'aumento dei prezzi dipende unicamente da un aumento della offerta di moneta.ma se si pagano di più i dipendenti,ciò non comporta una variazione della BASE MONETARIA,ma una riduzione dell'utile dell'impresa.viceversa,ovviamente,se si pagano di meno si ha un maggiore utile d'impresa,ma il denaro in circolazione è sempre lo stesso,quindi perchè dovrebbe salire l'inflazione?

Anonimo ha detto...

i proclami a favore dll'integrazione provengono da coloro che hanno provocato il disastro sociale favorendo l'arrivo indiscriminato di milioni di stranieri.Sinistra,sindacati,magistratura,clero,sfruttatori di lavoro nero,sono indifferenti ai problemi delle fasce più deboli,vecchi e poveri.Sono questi che devono dividere case,lavoro e assistenza,e quasi sempre soccombono a vantaggio dei nuovi venuti.Facile essere generosi a spese dei più disagiati e con i soldi degli altri.

Anonimo ha detto...

ma..sarà anche come dite voi,ma io sulle cause e a chi giovi tutto questo casino non ho capito niente.Penso che ormai bisogna pensare solo a salvarsi il culo.Personalmente è da un bel pò che sono armato e il primo che mi rompe le palle lo ammazzo come un cane