domenica 28 dicembre 2008

La “settimana corta” dello “schema Ponzi”


Dalla Germania arriva la panacea per i mali della crisi economica: effettuare una settimana lavorativa ridotta, la cui contrazione di reddito, per le minori ore lavorate, sarebbe in qualche modo coperte da “ammortizzatori sociali”, da noi si chiamerebbe “cassa integrazione”.

Può stupire e inquietare solo gli sprovveduti come l’idea sia stata immediatamente accolta e adottata in italia da praticamente tutto il sistema partitocratico, Papa più confindustria e sindacati di regime inclusi.
Vediamo perché.
In primo luogo quest’operazione servirebbe a giustificare la presenza degli immigrati.
Altrimenti cadrebbe il luogo comune, la gigantesca frottola secondo la quale “l’italia ha bisogno di stranieri per fare i lavori che gli italiani non vogliono fare”.
Negli USA una moltitudine di messicani, immigrati perlopiù irregolari, sta facendo fagotto per la caduta libera dell’economia.
La casta italiota teme che un qualcosa di simile accada anche nella penisola sebbene gli stranieri qui godano di immensi privilegi, rispetto all’America, attribuiti loro per incentivarli a rimanere. In verità gli immigrati servono a generare il nuovo popolo italiano meticcio, a “armonizzare” le DIFFERENZE ETNICHE tra meridionali e settentrionali intonse dopo 150 di “convivenza” sotto la bandiera tricolore. A presentare orgogliosamente che “la criminalità c’è anche al Nord” a che “ci sono le bionde anche al Sud”. Che “anche in Padania ci sono gli automobilisti circolanti senza patente e assicurazione”, secondo la patetica retorica propagandata indifferentemente da tutta la marmaglia politicante da Fiamma Tricolore a Rifondazione Comunista. Passando per i FALSI RIVOLUZIONARI, i cyber-fustigatori a pagamento che ebbri di “italianità” mancano le VERE questioni.
Sono poi quegli schieramenti e pennivendoli che portano avanti una FEROCE battaglia ideologica contro il federalismo FISCALE senza spiegarci come mai se il federalismo è adottato in paesi assai civili non dovrebbe funzionare da noi.
Rimane un “mistero” per quale motivo “tomisti e antitomisti” si scannino sulle più pusillanimi insignificanti materie del contendere politico ma tutti siano graniticamente uniti nel respingere il federalismo. Così come tacciono nel chiarire a che servirebbe eliminare le province senza dismettere i, credo, 80mila dipendenti provinciali. Altrimenti non si avrebbero i glorificati risparmi se non si mandano a casa decine di migliaia di persone.
Perché se non è così non ha alcun senso abolire le province.

Il secondo motivo della favorevole accoglienza generale per la “settimana corta” è quello probabilmente di poterla surrettiziamente introdurre per i DIPENDENTI STATALI, per loro solamente A PARITA’ DI STIPENDIO.
La cosa non deve stupire.
Qualcuno rammenterà, una dozzina di anni fa, nel primo governo Prodi, la battaglia di Rifondazione per le “35 ore”, al mitico slogan “lavorare meno per lavorare tutti”, che si concluse con la riduzione da 36 a 35 ore dell’orario settimanale in certi settori pubblici con stipendio incrementato. Per gli operai di Vicenza sempre 40 precarie ore settimanali e il salario che cresce mai più dell’inflazione, neanche di quella “programmata”.
Il trucco consiste nel fare credere che, per una certa riforma, a guadagnarci siano soprattutto le regioni del Nord e il settore privato. In seguito nella fase attuazione, di regola avviene il contrario, a guadagnarci, o quantomeno a non rimetterci, sono ineluttabilmente statali e forse meridionali.
E’ avvenuto così per lo scippo del TFR e per quasi ogni revisione del sistema previdenziale. Gira e rigira a dovere essere “solidali” sono solo e sempre le pensioni contributive degli operai del Nord. Minimamente sfiorate le false pensioni di certe regioni, gli immorali emolumenti dei parlamentari (e dei magistrati a cui sono collegati). Meno che mai decurtati gli assegni previdenziali dei ministeriali imboscati all’EUR e dei dipendenti di bankitalia. Bisogna mostrare che sulle rive del Tevere i redditi sono alti, che “Roma è più ricca di Milano”.
La pressione fiscale aumenta in continuazione mascherata da “lotta all’evasione”, ne è prova, se ben guardate, che gli “studi di settore” ed i “controlli “ colpiscono le categorie e le regioni che già maggiormente versano tributi.

La proposta della “settimana corta” lavorativa rappresenta un’altra terribile presa in giro da Roma capitale.
Il perché è presto spiegato.
Se il provvedimento passasse nel modo che ci propinano questo comporterebbe un INCREMENTO DELLA PAGA ORARIA NETTA nel settore privato IN ASSOLUTA CONTROTENDENZA con la direzione in atto da 15 anni a questa parte.
Sicché evidentemente se uno lavorasse quattro giorni la settimana e il quinto a casa ma pagato (diciamo) all’80% significherebbe un incremento della paga oraria NETTA seppure in presenza di una riduzione della remunerazione mensile totale.
Questa evenienza sarebbe assolutamente incompatibile con il dato di fatto poiché gli ammortizzatori sociali, grandemente finanziati con le tasse ESTORTE alle aziende nelle regioni padane, finora sono serviti ad alimentare l’assistenzialismo, le pletoriche burocrazie inadempienti, la cassa integrazione perenne nelle fabbriche di cartapesta. La cui creazione, sempre finanziata con i denari padani, è funzionale alla messa in scena dell’”uguaglianza” degli italiani, “le aziende ci sono anche al Sud”.
I comuni del Mezzogiorno sono in rosso, tra i più noti, ultimamente, Roma, Napoli, Catania, Taranto. Le ASL del Sud sono in rosso, le province del Sud sono in rosso, le regioni del Sud sono in rosso così come quasi tutte le università levantine. Anche la Padania sta di rosso vestita a mo’ di Babbo Natale, dissanguata per alimentare gli sprechi altrui.
Si può dimostrare che lo spaventoso buco finanziario dell’INPS è quasi interamente causato dal Meridione in cui la spesa pensionistica assistenziale infinitamente surclassa i contributi incassati dall’ente previdenziale pubblico in quelle regioni.
Due terzi del deficit sanitario “nazionale” viene generato in sole tre regioni: Lazio, Campania e Sicilia, le quali però sono riluttanti nell’applicare ticket per minimamente rientrare dalle LORO ineccienze e sprechi.
Le aziende di trasporto locale del Nord sono costrette ad aumentare i biglietti di bus e tram per risanare il disavanzo generale del settore trasporto pubblico locale che è dovuto alle fallimentari gestioni delle consorelle delle città meridionali.
MILLE MILIONI di euro per salvare Alitalia, a Fiumicino la teppaglia parassita frigna furiosamente perché vorrebbe che i polentoni dirigessero verso Roma per imbarcarsi sui vili continentali a dispetto del fatto che il 70% di tutto il trasporto aereo peninsulare stia allocato sopra la Linea Gotica. Solo perché l’80% dei dipendenti Alitalia sono romani e loro non vogliono spostarsi dove è la clientela.

Sopra detta “linea” sorgono sempre problemi di finanziamento, d’impatto ambientale, di “fattibilità”, tangenti, “infiltrazioni” mafiose per le Grandi Opere.
Da Roma in giù raramente tali preoccupazioni affiorano perfino per le opere più inutili. Per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, scandalosamente gratuita, per le decine d’inutilizzati impianti di compostaggio dei rifiuti i quali però indifferenziati restano, bellamente ammonticchiati ai lati delle strade. Per l’alta velocità ferroviaria laggiù non esistono mai dubbi di “fattibilità”, “redditività” e tantomeno interrogativi sull’”infiltrazione mafiosa” negli appalti (!?). Anzi la “società civile” sta ben “affiliata” dentro i comitati affaristico mafiosi come nel caso di Legambiente e la Tav Napoli-Bari (1).
In Lombardia, una delle regioni più popolose, inquinate e soffocate dal traffico d’Europa, Trenitalia taglia i convogli e aumenta il prezzo dei biglietti per disincentivare l’uso della rotaia. Così, i Notav, altra faccia del Giano Bifronte romano, possono pontificare che “le ferrovie in Lombardia non servono, bisogna favorirne lo sviluppo nel Mezzogiorno”. Come non notare che il Settentrione è l’UNICO paese al mondo in cui la galassia ambientalista supporta acriticamente i cosiddetti Notav anziché dei “Noautostrade” oppure dei “Notangenziali”, movimenti che “stranamente” neanche esistono.

Trenitalia e Notav, entrambe propaggini di uno stato evanescente, necessitano ingraziarsi la “mafia” a garanzia dell’unità “nazionale”, cioè il vero governo italiano che la maggioranza dei meridionali, volenti o nolenti, rispetta assai più dell’apparato istituzionale inscenato nell'Urbe.
Sicché di per se LA MAFIA NON ESISTE!
La “mafia” è l’essenza socioculturale meridionale, IL FALLIMENTO DELL’INTEGRAZIONE DI VASTE ZONE DEL MEZZOGIORNO ALL’UNIFICAZIONE GARIBALDINA.
Non vi è alcuna motivazione razziale, ma etnica sì, perchè decine di milioni di persone siano assolutamente disinteressate, in vero, si oppongano, a rispettare le leggi, rimpinguare il fisco di una unità statuale MAI accettata.
Poichè i meridionali sono le autentiche vittime dello stato unitario: da quando c’è l’italia le loro tradizioni rigogliose svilite, l’economia rurale dileggiata, la pesca e la pastorizia considerate attività da sottosviluppati. L’impoverimento di intere regioni pianificato a tavolino nei palazzi del potere per indurre dignitosissime popolazioni a emigrare con le valige di cartone e il capo chino. Su “treni del sole”, apostrofati come “terroni” e ammassati come conigli in gabbia in “casamenti bigi” alle periferie di Torino e Milano.

Ecco perché è impossibile che si realizzi il progetto di “settimana corta”, nel modo in cui ce lo vendono.
La coperta è troppo corta, se gli stanziamenti di soccorso rimanessero in Padania, non ci sarebbero più risorse per adescare gli stranieri, più denari per plagiare la “Terronia”, più “sesterzi” per rappresentare la “superiorità romana” dei miei stivali.
L’identica motivazione per cu il federalismo fiscale incontra tanta avversione ugualmente tra gli “ultranazionalisti” di Forza Nuova con i “professionisti dell’antimafia” della sinistra globalista.
Si scoprirebbe l’altarino in realtà sotto gli occhi di tutti. Che l’italia non esiste, lo stato-zombie è una espressione geografica senza un popolo, solamente un immenso arruffato SCHEMA PONZI a sollazzo degli ebeti.
La “lotta alla mafia”, la “costituzione”, l’”uniformità su tutto il territorio”, la “identità nazionale”, la “meritocrazia” sono delle mega truffe piramidali imbastite dai Madoff di turno per abbindolare i soliti coglioni che ancora pagano le tasse.
Qualsiasi schema verticistico, ogni maledetto castello di carte terreno viene a terminare catastroficamente col tempo.
Giulio Tremonti ha delineato il possibile scenario, il “default” nel rinnovare i BOT e altri titoli di stato in scadenza nel 2009. Ricordiamoci che egli è UNO DI LORO, uomo del Bilderberg, rara emanazione visibile degli Illuminati.
Può sapere qualcosa che noi non sappiamo. Forse hanno prestabilito di che morte dovremo morire. Secondo voi che avverrebbe se lo stato mancasse, un mese con l’altro, delle risorse finanziarie per sostenere 17 milioni di pensionati, molti già alla canna del gas, oltre a 3,5 milioni di dipendenti pubblici e 5 milioni di immigrati?
Ve lo richiedo, secondo voi cosa succederebbe?

Indicativo il fatto che TUTTI i maggiori politici italiani, negli anni, si siano comprati case all’estero. Non risulta una simile corsa dei politici tedeschi, francesi o spagnoli ad accasarsi oltrefrontiera.
Lo scriverò fino allo sfinimento.
Quello che io so è che l’italia NON farà la fine dell’Argentina. Bensì terminerà la sua infausta esistenza come l’ex Jugoslavia, in un’immane catastrofe umana oltre che economica. In un bagno di sangue di sconvolgenti proporzioni.
L’Angelo della Morte ha già iniziato a volteggiare, col suo gelido soffio esiziale, sopra la penisola i cui abitanti saranno immolati al cospetto del Demonio. Un’apoteosi per Lucifero e per i suoi adepti, i quali controllando i media, ottenebrano le menti, per farvi cadere meglio nella trappola infernale. Vi distraggono con il “presidenzialismo”, il “caso Eluana”, le “intercettazioni” e, in voga di questi giorni, la “riduzione delle tasse”, il “calciomercato di riparazione” e la “settimana corta”.
Capitelo finché siete in tempo, è meglio per voi.
Ma non credeteci, l’unico pericolo è il “federalismo”!

F. Maurizio Blondet

1 ) Ancora una volta rammento che sul sito dei Notav esiste un solo articolo (questo: http://www.notav.eu/article3205.html ) a critica delle tratte ad alta velocità del meridione. Come mai? Perché se analizziamo il volume di traffico passeggeri (senza le “promozioni”) e merci i potenziamenti (veloci o meno), salvo eccezioni, servirebbero SOLO ED ESCLUSIVAMENTE nel Norditalia.

mercoledì 17 dicembre 2008

Le priorità dell’Anticristo


Il candidato presidente Barrack Obama telefonò personalmente a tutti i membri di Camera e Senato americani per perorare la causa delle banche asfittiche affinché lo stato sborsasse 700 MILIARDI di dollari per il “baulout”.

Da quando Obama è stato eletto quella cifra è esplosa, basta menzionare io 300 MILIARDI necessari solo per scampare, per ora, Citigroup.

Nel frattempo l’industria automobilistica nordamericana, fino a un anno fa la più patente del mondo, è già oltre la bancarotta. Col rischio di un’ecatombe occupazionale seriamente paragonabile ai tempi nerissimi della Grande Depressione del dopo ‘29.
Più di mezzo milione di nuovi disoccupati nei vari settori solo a novembre col tasso di cerca lavoro al 6.7%. Il che, se venisse quantificato coi parametri europei, equivarrebbe ad un sonoro 9-10%, simile alla penisola iberica o al centro-sud dell’italia.
Se fallissero, le “3 grandi” potrebbero portarsi appresso una perdita, si stima, di 14 milioni di posti di lavoro, quasi 1 lavoratore su 10 di tutta la forza lavoro americana. Oltre a 600mila in Canada.

Tuttavia, nel caso del settore auto l'estabilishment americano è assai più tiepido nei confronti delle suppliche delle case automobilistiche.
Il Senato ha bocciato il “bailout” e le tre compagnie rischiano ora di non arrivare alla primavera del 2009, mentre la Casa Bianca, “vecchia” e “nuova” cincischia. Col risultato quasi inevitabile che un piano di salvataggio sarebbe inefficace poiché tardivo.
In fondo GM, Ford e Chrysler chiedono solo 14 MILIARDI, un cinquantesimo di ciò che lo stato ha finora elargito alle istituzioni finanziarie. 14 MILIARDI di dollari, che sono pari al costo di soli 32 giorni di guerra in Irak, potrebbero salvare 14 milioni di posti di lavoro all'accettabile prezzo di MILLE DOLLARI ciascuno.
Con questo non desidero “assolvere” il managment delle tre case automobilistiche comunque non peggiore di quello delle istituzioni finanziarie.

Per quale motivo quindi il sistema non ritiene prioritario sostenere il comparto automobilistico? In presenza di un così gigantesco rischio di perdita occupazionale. E non solo in termini puramente qualitativi ma forse, maggiormente, in peso qualitativo.
Un operaio dell’auto gode di un trattamento economico e di uno status sociale ben più appagante di un dipendente precario alla Wal-Mart a 8 dollari l’ora o di un tizio che rigira hamburger da McDonald’s.
Inoltre se il mercato interno si abituasse a importare automobili prodotte altrove a costi minori non ci sarebbe di fatto più modo di ripristinare un sostrato industriale locale in grado di competere con paesi e marchi che non hanno mai perso “know how” e nel frattempo miglioratolo.

Allora perché rischiare di lasciare affondare quel settore, simbolo per eccellenza, della libertà a stelle e strisce?
La risposta è semplice come sembra.
I poteri forti, coloro che stanno al Vertice della Piramide campano di rendita, depositando le loro ricchezze nei forzieri delle istituzione finanziarie più rinomate, Goldman Sachs per fare un nome.
Gli opulentissimi “investors”, Buffett, Soros, Murdock, Rockfeller e soci fanno derivare la maggior parte dei loro IMMENSI guadagni dalla fuffa finanziaria nelle loro chiusissime “private equity”, le riservatissime torri d’avorio dai cui possenti bastioni viscidamente colano rivoli di denaro per corrompere e piegare i politici al loro volere.
E’ per salvare costoro che Obama continua a telefonare in mezza America.
Perché per i poveracci subprime con l’acqua alla gola, che lottano per non vedersi pignorare la casa, il tasso sui loro mutui sta ancora al 6,5%. Nessuno telefona loro se non per accertarre che siano in ordine con i pagamenti delle rate.
L’”aiuto” per i possessori di mutuo, in difficoltà, consisterà semplicemente nella ristrutturazione del contratto allungandone la durata, o stratagemma simile, che non darà reale beneficio all’intestatario anzi peggiora la situazione nella massima parte dei casi, a guadagnarci ancora solo le banche.
Bank of America, che ha appena ricevuto 25 MILIARDI di bailout, sta facendo fallire le aziende perché chiude le linee di credito. A rimetterci (ma va!) sono i lavoratori dipendenti che in massa hanno votato per l’Abbronzato (1).
Ci sono 31,5 milioni di famiglie, una su dieci, che sopravvivono grazie ai Food Stamps, i Buoni Pasto governativi. Numerosi Stati dell’Unione stanno tagliando la spesa per l’assistenza a causa del minore introito fiscale dovuto al “downturn” economico.
Chi pagherà per loro?
Leggete forse sul “Sole” o sul Manifesto, ben informati poichè a libro paga dalla CIA, di un prossimo bailout per salvare i poveri in America? I disgraziati non sono una priorità. (2)

Il neopresidente è in piena corsa per creare un esecutivo giovane, ambientalista, per le energie alternative, infarcito di scienziati e premi Nobel.
In una vorticosa illusione di cambiamento atta ad abbindolare le menti deboli, a maschrare il vero volto dell’America. Che non è un paese per i poveri, neri, gialli, rossi o bianchi che siano ma solo plasmato sulle esigenze dei ricchissimi, i petrolieri del NWO, le caste finanziarie, le holding che foraggiano le campagne elettorali dei presidenti tutti.
A vostro parere, il settore petrolifero che incamera DECINE DI MILIARDI DI DOLLARI di profitti A TRIMESTRE lascerà correre lo sviluppo del “solare” senza muovere un dito? Certo agirà non palesemente, ma subdolamente.
Ad esempio, un sei mesi fa, in piena crisi di panico da benzina a 4 dollari al gallone, un giudice della California ordinò che le auto elettriche emettessero un rumore apposito in modo da potere essere percepite dai non vedenti che attraversano la strada. Altrimenti il divieto di circolazione.
Quando, da decenni, in molti tranquilli ed esclusivi “quartieri bene”, immensi nel verde, i furgoni che di buonora distribuiscono latte e giornali sono stati obbligati ad adottare la trazione elettrica per lasciare indisturbato il prezioso sonno dei residenti.

E che dire della promessa revisione del sistema sanitario per coprire gli oltre 40 milioni di cittadini americani che sono privi di assicurazione privata?
Un’America alla bancarotta non possiede minimamente i denari neanche per imbastire le “riforme” dei Democratici che i media italioti, progressisti e non, tuttavia vi fanno credere essere sicure e imminenti.
I soldi delle tasse non bastano, mai basteranno poiché servono prima a permettere che i superricchi rimangano tali e continuino nei folli sprechi indegni in una umanità sempre più dolente.
Non vi è mai “redenzione” nelle “elite dominanti”.
Nonostante i denari federali (cioè pubblici) ricevuti in abbondanza, la AIG ha perseverato in “bonus” milionari ai dirigenti, nello sperperare 500mila dollari nei party, tenuti in luoghi esotici, “come un marinaio ubriaco”, ha sottolineato una volta John McCain.

L’”operazione Obama” si configura come una gigantesca beffa, un mostruoso inganno ai danni dei comuni cittadini americani e del mondo, Obama è stato mandato lì onde asservire agli interessi dei miliardari nulla facenti per meritarsi certi privilegi, ulteriormente terrorizzati adesso dall’idea che i decantati “trader” superlusso siano in realtà tutti dei lestofanti tipo Madoff, dediti allo “schema Ponzi”.
All’opposto di quanto ai babbei teledipendenti viene continuato a fare credere.
Tutta una burla perfetta in cristallino stile luciferino.

F. Maurizio Blondet

1 ) http://www.reuters.com/article/domesticNews/idUSTRE4B61II20081207
2 ) Gli steesi autorevoli “organi d’informazione” che, per inciso, NON ci spiegano come mai giornali e scienziati STATUNITENSI, lo stesso Obama spronino pressantemente l’italia e l’Europa sulla riduzione della CO2, per combattere il riscaldamento globale, QUANDO il maggiore produttore mondiale di anidride carbonica, guardacaso gli USA, non aderisce al Protocollo di Kyoto. Gli Stati Uniti producono da soli ben il 36,2% dei gas serra del pianeta ma PRETENDONO che sia l’Europa a pagare il costo della riduzione, il problema è globale ma STRANAMENTE la soluzione deve essere localizzata!

mercoledì 10 dicembre 2008

Trapela forse un filo di fumo


Il governatore dell’Illinois, Rod Blagojevich, è stato arrestato per avere tentato di “vendere” il seggio di senatore, lasciato vacante dal compagno di partito Barrack Obama mandato alla Casa Bianca, in cambio di favori per se e per la moglie. Per lui richiedeva un posto ben pagato come consigliere di una qualche fondazione “no profit”, uno stipendio da ambasciatrice per la moglie.


Cosa pensare?
Che fanno riflettere due singolari coincidenze.
La prima, che il neopresidente degli USA e “Presidente del Mondo” in pectore così DIABOLICAMENTE “idolatrato” dalla stampa e dai media robotici di tutto il globo sia uscito giusto da quel sottobosco politico di Chicago, il cui “spessore politico” è ben delineato dal linguaggio più che scurrile, emergente dalle intercettazioni telefoniche, adottato dal governatore. L’Illinois è noto come uno degli stati maggiormente corrotti dell’Unione.
La seconda coincidenza è il fallimento di due massimi quotidiani americani, il Los Angeles Times e il Chicago Tribune. “Casualmente” il Tribune era stato oggetto di forti pressioni da parte del governatore incriminato affinché fossero licenziati giornalisti ferocemente critici nei suoi confronti.
Blagojevich minacciò pure di togliere la “benedizione” statale nella vendita di Wrigley Field, lo stadio dei Chicago Cubs, un team di baseball della lega maggiore, posseduto dalla Tribune Company. Una società che ingloba anche i due giornali, di proprietà del miliardario Sam Zell.

Queste concomitanze sollevano diverse questioni.
Qualcuno disse che una coincidenza è quando non si vedono leve e pulegge del marchingegno azionato da chi sta dietro le quinte.
Obama è ritratto in numerose foto con il governatore turpiloquente ora in gattabuia.
Sicuramente deve avere partecipato a diverse riunioni, pranzi e cene di lavoro con Blagojevich. Come è tradizione nei paesi anglosassoni sia negli affari che in politica.
Difficile pensare che il presidente eletto non ne sapesse proprio nulla, quantomeno del linguaggio ”obsceno et turpio”.
Anche se gli autorevoli maggiordomi nei media si sono subito affrettati a sottolineare una distanza tra i due.
Inoltre, il governatore dell’Illinois sarà stato influente ma lo era abbastanza potente da fare fallire i giornali che lo attaccavano? In America tutti sono indebitati, basta che una banca SCELGA a quali aziende chiudere le linee di credito e il gioco è fatto.
Forse lui no, ma chi gli sta dietro certamente sì, è capace di tutto. E che stava dietro anche all’elezione di Obama a cui preme difendere l’”integrità morale” della capitale dell’Illinois e dei suoi “figli” in politica.
Il neopresidente che viene dipinto come salutista e ambientalista è un accanito fumatore (1). Una dissonanza che in America, normalmente, ha un peso notevole nel giudizio degli elettori sui candidati.
Non è stato così per lui.

Un certo Larry Sinclair, ex trafficante di droga, condannato anche per uso di assegni e carte di credito rubati, se ne uscì nel 2007 accusando Barrack di avere fumato cocaina e crack e avuto ”incontri sessuali” con lui nel novembre del ’99 quando l’Abbronzato era già senatore (2).
Incidentalmente da quando Sinclair è balzato all’attenzione della stampa gli è venuto un tumore guardacaso al cervello. Ora è come sfondare una porta aperta attribuire le sue affermazioni a un malato celebrale.
Forse un filo di fumo si inizia ad intravedere, fuoriuscente dal Vertice della Piramide, a sfatare la “favoletta” del negro proletario e riformista, lanciato dalla Rete, sbucato dal nulla a salvare la “nazione”.
Di solito, come si usa dire, dove c’è fumo c’è anche il fuoco, in questo caso ascendente dagli Inferi.

F. Maurizio Blondet

1 ) http://thegonzothinktank.files.wordpress.com/2008/05/obama-smoking.jpg
http://www.angrywhiteboy.org/wp-content/uploads/2007/01/WindowsLiveWriter/Justalittlecrackbutnosmack_4E72/obama_smoking_a_cigarette%5B2%5D.jpg
2 ) http://www.youtube.com/watch?v=5Lrf8DbrJH0

mercoledì 3 dicembre 2008

Attenzione ai segni


In italia si dipanano gli eventi che porteranno alla dissoluzione orribilmente traumatica dello stato tricolore.

Il 2008 sarà un anno record per gli ingressi di stranieri dopo che lo fu il 2007. Nel 2009 idem entreranno forse 1,5 milioni di neoitaliani dopo la milionata dell’anno in corso.
Nel frattempo la magistratura fa di tutto per favorire questo processo pianificato dall'alto in funzione antiberlusconiana. Con una doppietta di sentenze da fare venire i brividi.
La prima attesta che i Rom possono fare mendicare i bambini perché se sono loro figli non si tratta di “riduzione in schiavitù” ma di “maltrattamenti famigliari”. Sentenza oscena e beffarda tenendo conto che buona parte dei minori mandati a mendicare non sono figli naturali ma bambini rapiti in giro, il grande segreto degli zingari che nessuno rivela. Sicché una delle loro “arti” è giusto quella di rubare bambini per conto delle “elite dominanti” per essere usati nei riti orgiastici dei satanisti e dopo essere ammazzati e usati come “donatori” di organi. Avete mai sentito di figlio di ricchissimo banchiere o finanziere, alto prelato o nobile in lista d’attesa per un trapianto di organi?
Per questo i Rom godono dell’impunità assoluta, anzi nelle norme “antirazziste” che la casta eurocrate sta IMPONENDO agli stati membri sarà punito anche chi farà ricerca della sparizione annuale di migliaia di bambini solo nella penisola italiana.
La seconda sentenza, ancora più rivoltante, afferma che non risulta reato per degli immigrati clandestini il “ricongiungimento famigliare“ anche questo giocoforza clandestino.
Non basta che in italia NON si facciano praticamente espulsioni effettive, non basta l’accoglienza totale sulle sponde del “mare nostrum”, non bastano i ricongiungimenti illimitati degli stranieri regolari, occorreva di fatto facilitare anche l’incremento della clandestinità, specie dei ragazzi. I quali, giova ricordarlo, NON possono comunque essere espulsi, se minori di 16 anni, IN NESSUN CASO.

Nell’anno in corso il PIL dovrebbe rimanere stabile o calare leggermente. Centinaia di migliaia di lavoratori stanno perdendo il lavoro per la crisi, nel 2009 il Prodotto Interno lordo potrebbe cedere dell’1% ma i residenti nella penisola supereranno forse i 65 milioni.
La popolazione cresce di più della ricchezza prodotta che, al contrario, diminuisce.
Questo coltiva il terreno economico, prepara l’humus sociale per la più bestiale delle catastrofi prima economica, poi etnica e razziale.
La grottesca e stucchevole contrapposizione tra il governo azzurro-verde, bene o male democraticamente eletto, e le burocrazie inadempienti e parassitarie sta per lasciare sul terreno una spaventosa scia di vittime. Voi!
Ai dipendenti Alitalia, ai magistrati che “interpretano” la legge anziché applicarla, ai ministeriali che non vogliono i tornelli non importa nulla dello popolo.
Non hanno alcuna paura.
Se un ministro tenta di licenziare un fannullone statale, un minuto dopo un magistrato ne ordina il reintegro.

Gli scioperi selvaggi dei servizi pubblici non bastano, la Casta impunita manda in campo le cosiddette Brigate Rosse.
Lo scopo è di fermare la riforma Brunetta, NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO è il ragionamento che ispira veramente i neobrigatisti.
Questi millantatori che blaterano di “regime plutocratico”, dove erano quando Bersani costrinse TUTTI QUANTI ad avere un conto in banca per espletare qualsiasi operazione economica? Questi falsificatori che biascicano di “fabbriche” dove stavano quando Prodi approvò lo scippo del TFR per i dipendenti privati unicamente? La più grande truffa ai danni dei lavoratori, assieme all’abolizione della “scala mobile” e al cosiddetto “pacchetto Treu”, sempre del signor Prodi.
Unicamente basta che LORO ritengano i loro sempre più intoccabili privilegi, tanto per i media, che capillarmente controllano, sarà sempre colpa del “nano mafioso”, del figlio di Bossi bocciato, degli “evasori del Nord”.
“Illuminante” che l’emblema delle Brigate Rosse sia una STELLA A CINQUE PUNTE (O PENTACOLO), comune al simbolo dello stato italiota, uno dei più noti stilemi massonici!
E badate che Brunetta è davvero a rischio di uccisione, come Biagi, D’Antona, Tagliercio, Guido Rossa. NON i veri responsabili di quella spoliazione dei beni dello stato pomposamente chiamata “privatizzazioni”, dello “sfruttamento del proletariato”, ossia i BANCHIERI Draghi, Padoa Schioppa, Ciampi, Dini eccetera.
Strano vero?
La casta farà di tutto per fare precipitare Berlusconi, non perché egli abbia corrotto dei giudici romani per aggiudicarsi la Mondadori, non perché incautamente si vanti, al telefono intercettato da un’orecchiuta magistratura, delle sue geriatriche performance erotiche e poi fare senatore il cavallo di Caligola.
Bensì urge stoppare al più presto qualche suo zelante ministro che si sforza di sgonfiare un pochino le regalie, le immense prerogative di una feccia di predoni che si è impadronita delle sorti del paese.

La magistratura, i brigatisti, la Chiesa secolare, i sindacati trinariciuti, la mafia, I FALSI RIVOLUZIONARI come Grillo, Rizzo&Stella, sono branche della medesima cricca controllata da “quelli la” il cui scopo è unico: la deificazione (essere come Dio) attraverso il potere assoluto in terra.
Sì, anche Beppe Grillo, e non ditemi che non lo avete ancora capito. Lui che si è appena intestato una villa all’estero IDENTICAMENTE ai politicanti contro cui quotidianamente aizza la plebaglia del suo blog.
Il comico genovese sbraita di “liste civiche” (CINQUE STELLE A CINQUE PUNTE!), di “democrazia dal basso” ma poi chiede l’abolizione delle comunità montane, dei piccoli comuni e delle province ossia di quelle istituzioni “dal basso” più attente alle esigenze dei cittadini per la vicinanza ai quali sono intrinsecamente le più democratiche.
Una contraddizione in termini, in apparenza.
Infatti, la giostra della beffa diabolica prevede che si faccia credere alla popolazione che , per esempio, una certa legge sia voluta per uno scopo meritorio, in realtà l’obbiettivo è esattamente opposto a quello pubblicizzato.
Grillo, dopo avere sparlato di Carnevale, per fargli un po’ di pubblicità gratuita, è andato ad incontrarlo senza farlo sapere subito ai suoi blogger. Probabilmente se qualcuno non lo avesse sgamato a Roma, la cosa sarebbe rimasta segreta.
Che è andato a fare Grillo da Corrado Carnevale, il rappresentante supremo di Cosa Nostra dentro la magistratura?(!)
Forse a prendere ordini dalla Massoneria di cui lui, Grillo, non è ancora asceso ai ranghi più alti. Forse concordare l’approvazione del referendum sull’ineleggibilità dei cittadini condannati per QUALSIASI reato.
Perché l’unica consultazione referendaria che importa ai “poteri forti” di fare passare in ogni modo è solo questa, sappiatelo.
Difficile immaginare che lo psicobuffone sia in buona fede.
Se passasse un referendum tale, e credetemi, faranno DI TUTTO per farlo approvare, sarebbe la fine del briciolo di democrazia rimasto ma peggio la fine della libertà di espressione. Poiché la magistratura politicizzata avrebbe via libera nel perseguitare chiunque si opponga ai privilegi dei dipendenti pubblici (inclusi i magistrati evidentemente, conflitto d’interesse?!), chicchessia criticasse l’immigrazione selvaggia sarebbe recluso per “xenofobia”, qualunque storico che indagasse sull’Olocausto marchiato con l’”antisemitismo”.
Un’agghiacciante “selezione preventiva” della classe politica.
Anche la proposta delle “due legislature” è architettata per tenere fuori dal parlamento, quindi senza la pur minima protezione dell’immanità parlamentare, i maggiori leader popolari ed esporli alla spada di Damocle della “giustizia democratica”.
Sia chiaro, io non intendo passare per difensore dei politici infingardi ma anteporre ad una flebile democrazia elettiva una casta di inamovibili, ideologizzata, fallace e incapace di scovare i colpevoli delle più efferate stragi della storia italica, da Bologna “in giù”, a me pare semplicemente inconcepibile.

La democrazia è già in ginocchio.
Non potendo sfiorare il fankazzismo intangibile, per assicurare 7 ANNI di cassa integrazione alla teppaglia Alitalia, senza adeguata copertura, la Social Card risulterà qualcosa di inefficace, solo, ma fosse è questo lo scopo, un inutile marchio d’ infamia per chi sarà costretto a farne ricorso senza ottenerne veri benefici.
Ma chi trarrà vantaggio in massima parte da questa miseria?
I soliti noti, cioè gli immigrati, non i cittadini che le tasse le pagano.
Idem per il nascente “piano casa”, simile al piano Fanfani degli anni 50/60 ma in vero più riconducibile ai piani abitativi del Duce, cui idealmente strizza l’occhio.
Il risultato del nuovo “piano casa” sarà l’ulteriore stimolo all’ingresso di stranieri NONOSTANTE il colossale depauperamento del tessuto produttivo anche in quella ”penombra occupazionale” delle badanti tipicamente occupata da “migranti”.
La miccia è accesa da lungo tempo.
La tensione sociale si sta cominciando a tagliare col coltello, come la nebbia di una volta in val Padana. Lo sfilacciamento morale è in corso dal ‘68, quello economico da quando c’è l’’euro, a breve il cataclisma sociale, per l’italia definitivamente spalancate le porte dell’Inferno.
E sarà la disoccupazione dilagante, la concorrenza spietata con la moltitudine di immigrati per aggiudicarsi un‘occupazione precaria, l’aumento interminabile delle imposte (altro che riduzione!), del costo degli immobili e affitti a fare esplodere la bomba.
Dopo il collasso dell’ente statuale si arriverà in pochi mesi ad una situazione tipo ex Jugoslavia, AD UN TREMENDO BAGNO DI SANGUE non diversamente dal tempo della Cambogia di Pol Pot. (1)
Allettate in ogni modo dalla Casta, nella speranza di farsi aiutare a mantenere il controllo del paese, le mafie importate cominceranno spartirsi i territori confrontando sia viso aperto. Le mafie “originali” già si spartiscono il Meridione.
Tale da fare sembrare la Chicago anni 30 come il Giardino dell’Eden.
Per i mafiosi di tutto il globo procurarsi armi è uno scherzo, la “corsa agli armamenti” coinvolge grandemente anche gli “italiani” (2).

Disse Leo Longanesi che in italia ”non può scoppiare una rivoluzione perché ci conosciamo tutti”.
Ma che valore può ormai avere un’affermazione del genere in presenza di una crisi economica totale, in un crogiuolo di 150 etnie, tra autoctone e importate, deturpate dalla reciproca distanza culturale?
Pensate voi, “ma io sono tranquillo”.
Siete sicuri?
Se, perso il lavoro, non aveste i 1300 euro mensili per lasciare il vostro anziano non autosufficiente in un ospizio e ve lo rispedissero a casa?
Se scopriste che per pagarsi l’università, che voi non potete più, vostra figlia, che credevate timorata di Dio, praticasse il più antico mestiere del mondo?
“No, non la mia bambina!”, dite?
Provate a spacciarvi per uno “in soldi” e bazzicate i locali per studenti, le “aule studio”, le “serate Erasmus” delle città universitarie e vedrete.
Se vi capitasse un “incidentone” con un extracomunitario privo di assicurazione e non aveste i soldi per riparare l’auto indispensabile per andare al lavoro faticosamente trovato lontano da casa?
Siete ASSOLUTAMENTE certi che vi comportereste meglio dei vituperati “migranti”, che non diverreste dei “nuovi Hitler”, per usare il “gergo” NWO?
Ci vuole davvero poco a portare la popolazione alla disperazione, all’onta del bisogno e della vergogna, il Demonio ci metterà lo zampino.
Metti la paglia sul fuoco e un incendio poi scoppierà.

Volete leggere dei segni, se ci credete?
Nel 1981 a Medjugorje, in Bosnia-Erzegovina, nell’unitissima Yugoslavia di Tito apparve la Madonna a mandare criptici (allora) messaggi di PACE e fratellanza.
Chi poteva mai pensare che quei messaggi si riferissero PROPRIO alla terra balcanica?
Chi avrebbe solo immaginato il massacro di Sebrenica, gli stupri etnici, le suore dei conventi violentate e ingravidate dai musulmani? E del bombardamento della Serbia da parte dei “liberatori” dell’ONU a colpi di uranio impoverito che appesterà quelle lande ancora per decine di anni?
A Civitavecchiaia, nel Lazio, nel 1995 una statuetta della Vergine acquistata a Medjugorje, cominciò a piangere lacrime miste a un liquido ematico.
Per chi o cosa piange sangue la Madonna? (3)
Lascio la discussione ai teologi di grido e agli avventori dei bar, solamente è imprescindibile menzionare, da geografia delle elementari, che Civitavecchia è esattamente il centro geografico dello stato italiano.

Non c’è più niente da fare.
I “grembiulini” unificarono la penisola, a 150 anni di distanza la distruggeranno in una catastrofe umana e umanitaria con pochi precedenti registrati nella Storia.
Un’altra offerta sacrificale sull’altare di Lucifero da parte dei suoi immondi adepti tricolori.
In questo di mondo il Male vincerà sempre.

F. Maurizio Blondet

1 ) Secondo voi, nella crisi globale, un paese che sta andando ad avere 15-20 milioni di poveri o quasi-poveri potrà “rientrare” dal mastodontico debito pubblico accumulato in decenni di ruberie e malgoverno centrale? Riflettete.
2 ) http://it.messages.news.yahoo.com/Notizie/Italia/threadview?m=mm&bn=ITN-IT-Immigrazione-clandestini&tid=13415&mid=-1&tof=17&rt=2&frt=2&off=1
3 ) http://medjugorje.altervista.org/doc/apparizioni/civitavecchia//storia.html