domenica 16 novembre 2008
Le bugie del CNEL
Quendo si pensa a un paradigma di statistica truffaldina e mentitrice forse nessun esempio potrebbe essere migliore dui quest’articolo su una “ricerca” del CNEL (1).
Significativo il titolo del pezzo: “Immigrati, Cnel: lavorano più di italiani ma non fanno carriera”.
Già il titolo tende a suggerire che “c’è bisogno di immigrati” e che gli stranieri sono sfruttabili perché emarginabili ai livelli inferiori della gerarchia del mondo del lavoro.
Nell’articolo si afferma che il tasso di occupazione degli stranieri sarebbe al 67% contro un tasso di occupazione degli “italiani” del 50%, quindi assai più alto.
Questa è la prima BUGIA vomitata da questo ridicolo ente che finanziato con i soldi pubblici.
Intanto il tasso di occupazione in italia, come qualunque dato, deve essere “sdoppiato”. Perchè la percentuasle del 50% è la media aritmetica tra il tasso del Sud al 40% ed il 60% della Padania dove alberga e bivacca l’80% degli stranieri.
Che il 67% degli straneri “occupati” sia una grassa fandonia, ci vuole davvero poco a capirlo.
Basta guardarsi intorno.
Se teniamo conto del gran numero di minori in età scolare, donne incinte, prostitute, spacciatori, vucumprà, balordi e bighelloni di ogni tipo quel dato non solo è ottimistico ma semplicemente fasullo.
Per non menzionare la cerneva di anziani ricongiunti solo per far loro ottenere la pensione sociale dell’INPS e le centinaia di migliaia di zingari il cui tasso di occupazione regolare è prossimo allo ZERO. E naturalmente gli irregolari e i clandestini.
Qualcuno, sono sicuro, mi dirà: “ma anche tra gli italiani ci sono donne incinte e scolari””.
Il fatto è che mentre gli “italiani”, soprattutto a Nord, devono pagare ogni balzello compresi, libri scolastici, tasse universitarie, ticket sanitari, gli stranieri possono fare tutti i figli che vogliono, tanto paga Pantalone. Il quale per consentire alle zingarelle pregne di fare gratuitamente l’ecografia di controllo, i figli non li può avere.
Lo scrivo spesso.
Di come, curiosamente, tra il bailamme di studi sulla presenza straniera nella penisola MAI vengono resi noti numeri sul REDDITO MEDIO dichiarato dai neoitaliani, beninteso quella minoranza di loro che è tenuta a farla uno striminzita dichiarazione dei redditi. E nemmeno conosciamo la percentuale di stranieri che per reddito, o qualunque altro motivo, gode dell’esenzione TOTALE dalle TASSE SCOLASTICHE, per le scuole pubbliche di ogni ordine e grado, ESENZIONE TICKET SANITARI, e grazie all’ISE (indicatore della situazione economica) di agevolazioni o ulteriori esenzioni sull’affitto, bollette e balzelli vari.
Dicono che gli stranieri regolarmente assunti almeno pagano i contributi INPS, INAIL: in realtà sono i loro datori di lavoro che cacciano i soldi, mica i dipendenti.
Sennò cadrebbe l’orrendo castello di bugie che circonda l’immigrazione.
Essa rappresenta, in questo periodo di crisi, la maggiore causa d’impoverimento dei cittadini padani e italiani dalla Seconda Guerra Mondiale.
Dei 5 milioni di stranieri presenti, a vario titolo, nella penisola almo 4 milioni sono a carico totale o parziale del contribuente. In quanto il reddito che essi assorbono sotto forma di assistenza e “diritti” è superiore a quello che da loro viene prodotto. Se a questo aggiungiamo almeno 2 milioni di disoccupati nostrani e forse una cifra superiore di assistiti a vita nelle note regioni, il numero di “assistiti” si avvicina a 8 milioni di persone.
Uno Stato come la Padania, di meno di 30 milioni di abitanti, non è più in grado, nella recessione universale, di mantenere tale bolgia di parassitanti. Il somaro padano schiatterà al suolo per le troppe imposte che continuamente incrementano differentemente dalle ridicole promesse ROMANE di riduzione della pressione fiscale.
Inoltre, la forte pressione immigratoria è la causa PRIMA per la quale i prezzi degli immobili in italia non scendono, se non limitatamente e nemmeno dappertutto. Nessuna acuta “analisi” del CNEL sul perché per gli immigrati ci sia sempre posto negli asili nido e negli ospedali, per gli autoctoni invece lunghe attese e rifiuti per i servizi pubblici che comunque sono costretti a finanziare.
Paradossale come coloro che vogliono la totale liberalizzazione degli ingressi, come il capo di stato dei Casalesi, poi, con la sinistra inneggiante alla globalizzazione, sempre enfatizzino i grami dati sulla disoccupazione! Come se le due cose non fossero collegate, facenti parte di un colossale progetto mondiale.
Schizofrenia terminale delle burocrazie inadempienti: il “mercato” fa comodo quando sono loro a trarne vantaggio, come volare a Londra con 20 euro tutto compreso, quando invece sulla propria pelle devono subirle le “liberalizzazioni”, come nel caso Alitalia, la “privatizzazione” è “il fascismo” riesumato. Tipicamente italiano e sospetto che certo cretinume mediatico che ambirebbe abbattere la Casta poi difenda la teppaglia Alitalia, Bankitalia, Trenitalia i cui privilegi sono finanche più insopportabili di quelli dei politici!
Superano il grottesco e francamente irritanti (perfino per un anti-italiano!) le insistenti esternazioni di Napolitano in favore degli immigrati anche clandestini come se egli fosse un “leoncavallino”, non il capo di uno stato di diritto. Voi MAI udirete Sarkozy o la Regina d’Inghilterra o il Re di Spagna dichiarare in un discorso ufficiale “questo paese non può andare avanti senza immigrati”, NEANCHE nel caso la cosa corrispondesse a realtà. E nel contempo sui giornali della Casta, che ancora in troppi continuano a comperare, ininterrottamente gli “italiani”, mentre arrancano nella crisi globale, devono sentirsi definire assenteisti, razzisti, mafiosi, leghisti, fascisti, fannulloni, camorristi, inquinatori, evasori fiscali e quant’altro.
Non avete bisogno di altra prova per capire che l’italia è uno stato-zombie senza dignità, peggio una gigantesca messa in scena per i coglioni che abboccano.
La disamina del fatto che, secondo il CNEL, gli immigrati non farebbero carriera rasenta la stramberia.
L’italia è forse l’unico paese al mondo che per quanto riguarda l’ingresso di extracominitari fa selezione alla rovescia. Espelle e respinge i bianchi laureati dell’Est europeo o del Sudamerica mentre accoglie a braccia aperte negri, musulmani, Rom e in genere terzomondiali provenienti sa situazioni socioculturali non occidentali o occidentalizzate. Col risultato che la stragrande maggioranza delle persone provenienti da questi paesi finisce solamente per ingrossare i rivoli, ormai torrenti in piena, della criminalità, della prostituzione, del vagabondaggio, dell’assistenzialismo cronico. Similmente a certe zone del Meridione.
In molti paesi europei, per esempio in Francia, l’unico paese europeo che sta al momento sfuggendo alla recessione, si fanno entrare prima stranieri che sappiano la lingua e abbiano un titolo di studio equipollente a quello francese. Ossia i cittadini più facilmente integrabili.
Non i finti diplomi e lauree spesso “autocertificati” degli africani che certamente nel settore privato non li aiutano a fare carriera.
State tranquilli che un laureato in economia messicano (magari con Master in USA) o un ingegnere ucraino (forgiato dal serissimo sistema universitario ex sovietico) avrebbe molta più probabilità di fare carriera in azienda. Rispetto a un negroide che va in giro con appresso un pezzo di carta spiegazzata che riporterebbe lui come “insegnante” o “interprete” dalla sua lingua a inglese o francese, secondo quale entità il suo paese d’origine fu colonia.
Ma quale azienda padana ha bisogno di un interprete da “ghanese a inglese “ per esempio? (se non in casi specialissimi ovviamente)
Come si può sperare che faccia carriera un mungitore indiano, un manovale albanese o un magrebino che per mentalità non riesce a tenere il medesimo posto di lavoro per più di tre settimane?
A meno, ovviamente, di farlo entrare nella pubblica amministrazione dove il fankazzismo, l’impreparazione, la cultura dell’imbroglio sono requisiti necessari e sufficienti per fare carriera.
Dulcis in fundo, ciliegina sulla torta.
“Il 36,5% di extracomunitari afferma di essere disoccupato da più di sei mesi”, attesta l’articolo.
Nel bislacco tentativo di schiaffeggiare la legge Bossi-Fini, la quale è imperniata sul collegamento tra posto di lavoro e permesso di soggiorno, gli scimuniti del CNEL ci informano che forse la metà dei “migranti” extra UE sono disoccupati includendo quelli privi di occupazione da meno di sei mesi.
La qual cosa ci fa capire inequivocabilmente che il dato di un’occupazione immigrata del 67% è puramente una frottola considerando che tra i “comunitari” ci sono appunto i già menzionati zingari il cui tasso di disoccupazione sta praticamente al 100%.
Le MENZOGNE del CNEL sono in verità una goccia nel mare di bugie che Roma capitale in ogni momento escogita nel tentativo di salvare l’unità del paese dopo lo tsunami economico incipiente.
Però stavolta il maremoto sarà talmente forte da trascinare con sé all’inferno anche questi mentitori patentati e i loro ingiustificati stipendi, anche quelli menzogneri.
F. Maurizio Blondet
1 ) http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE4AC09H20081113
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4 commenti:
Splendido e illuminante articolo. Grazie direttore!
Guido Pisa
Buon articolo,ma gli Immigrati in Italia erano 5 Milioni nel 1997 !!!!
Adesso sono OLTRE 13.000.000 TREDICIMILIONI
E' un mondo senza più regole. L'Italia si è dimostrata particolarmente fragile di fronte alla massiccia ondata immigratoria di clandestini e non. Che fare allora ?
Ho risolto diventando a mia volta clandestino in sudamerica.
Ormai, il collegamento tra ebraismo e satanismo non è più occultabile.
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