mercoledì 2 luglio 2008

Impariamo a odiare la bomba

Per chi conosce come Hollywood sia stato usato dal potere USA per dominare il mondo non può che inquietare il numero di esplosioni atomiche nei film delle major. Almeno in due recenti pellicole di richiamo, “Next” con Nicholas Cage e l’ultimo “Indiana Jones”, contengono due scenografiche esplosioni nucleari.

Possiamo immaginare uno scenario possibile.
Poiché i film americani sono avamposto culturale del messaggio del Nuovo Ordine Mondiale cosa trarre dalle recenti tendenze made in Los Angeles?
A cosa ci vogliono preparare?

La situazione economica statunitense sta vertiginosamente scivolando verso l’abisso, il “blocco cardanico” dell’economia innescato dalla crisi dei prestiti facili, il combustibile che ha artificialmente tenuto in aria la mongolfiera a stelle e strisce.
Il pallone gonfiato del credito ai barboni sta esplodendo investendo l’economia quotidiana.
Gli americani hanno speso tutto quello che sono riusciti a farsi prestare giocandosi ogni via di fuga dall’ecatombe economica e sociale.
Il settore degli autoveicoli con automobili gigantesche e assetate di benzina sono uno dei simboli principali del consumismo USA.
E li si vedono le crepe ormai grandi come canyon del tracollo.
Le azioni della General Motors sono tornate al livello del 1955 (!) quando la popolazione del paese era di 166 milioni di abitanti quasi la metà del numero attuale.
La Chrysler, in crisi da anni in verità, ha accusato un giugno 2008 da brivido con chiusura di vari stabilimenti addirittura per mesi continuativamente. La Ford sta cercando di sbarazzarsi della Volvo comprata nel ’99 per 6,45 miliardi di dollari. Oggi non riesce a rifilarla alla Renault per 2,4 miliardi. Forse la venderà ai cinesi che semplicemente restituiranno una montagna di carta straccia a chi la carta straccia l’aveva emessa.

Nemesi del modello americano.
Le industrie dell’auto stanno facendo bancarotta per l’incapacità di adeguarsi velocemente al nuovo prezzo della benzina prigioniere come sono della mentalità delle super auto, dei SUV chilometrici, lo status symbol di Hollywood.
L’indice Dow Jones ha chiuso i primi sei mesi male come non accadeva dal 1970.
Non parliamo poi delle banche le cui cifre in perdita si rincorrono l’un l’altra in un mulinare vorticoso di “sofferenze” di cui si sta perdendo il conto.
“Lo stile di vita americano non è in discussione” disse una volta l’idiota Bush; è vero, nel senso che non si può più fare niente per salvare l'iperconsumismo, indiscutibilmente.
Il crollo degli Usa, cominciato come una palla di neve rotolante di subprime, sta per irrompere a valle come valanga di defaults delle carte di credito, delle rate delle auto e delle infrastrutture come evidenziato dalle inondazioni nel Midwest.

E l’Europa?
Affannata da un’inflazione senza crescita economica, dalle esportazioni in difficoltà per la forza della moneta unica cerca di resistere alla dittatura del trattato di Lisbona.
La BCE sta per aumentare il tasso di sconto in risposta all’impennata inflattiva che ci invischia in un clima “preeuro”.
Ineluttabile che la moneta unica europea diventi più forte e stabile , dunque la divisa di riserva internazionale in luogo del biglietto verde esangue e moribondo

Lampante che per l’egemonia del Quarto Reich sembra essere arrivata a una fine.
Loro lo sanno.
Hanno provato a sfaldare la stabilità economica e sociale del vecchio continente tramite l’immigrazione selvaggia, una congiura contro l’Europa.
Ma il processo di disfacimento degli Usa è più rapido del previsto, occorrono azioni più drastiche e repentine.
Ci si può aspettare quindi un colpo di coda spettacolare per annientare l’Europa e la sua moneta unica.
Ci vuole un altro 11 settembre, anzi ancora più terribile, ancora un megaattentato per “accentuare degli sforzi sulla sicurezza globale”.

Una bella esplosione atomica è la soluzione più attendibile.
A spazare via un pezzo di civiltà e persuadere i sempre più riottosi investitori asiatici e arabi che solo il biglietto verde è l'unica salvezza e garanzia per le loro ricchezza e “lotta al terrorismo globale”.
Al solito incolpata sarà la solita Al Qaeda, o meglio una qualche “filiale” facente capo ad uno dei suoi tanti “numeri due”.
Strana organizzazione alquanto “la base” dalla gerarchia decisamente appiattita. Sicché oltre all’enigmatico evanescente capo assoluto Bin Laden esisterebbero una pletora di “numeri due” che manco si conoscono capeggianti una moltitudine di esecutori. Questi votati docilmente al martirio per la causa a differenza delle vicine gerarchie di riferimento.
Talmente plausibile come entità che il capo della polizia italiana Manganelli l’ha definita “non esistente”.

In quale zona dell’Europa potrebbe più probabilmente scoppiare la bomba dell’Apocalisse?
Non vi è bisogno neanche di chiederselo.
Qui, nel bananeto per eccellenza, nella burletta tricolore ovvero la Guantanamo del continente.
Un nome una garanzia.
In Gran Bretagna, patria degli Illuminati, gli alleati hanno sembra rimosso le loro bombe atomiche a scapito di “incidenti”.
Le bombe stanno per un numero attorno a 90 (la paura della smorfia napoletana) nella penisola italica.
Un segreto di Pulcinella.
Si sa dagli anni 80 che a Ghedi vi è la bomba.
Basta andare a rileggere le cronache delle numerose manifestazioni, in vero molto locali, delle organizzazioni pacifiste e ambientaliste nel comune bresciano. Anche l’attuale sindachessa sinistroide vi aderiva ma a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni di stupore sembra essernese scordata.

Subito dopo l’esplosione atomica, diciamo dopo la settimana di terrore globale, ecco qualcosa di più leggero per distrarre l’opinione pubblica dai particolari del primo evento. Come avvenne con la stranissima storia dell’attacco all’antrace programmato dai cospiratori onde distogliere la pubblica attenzione dai primi dubbi e controverse testimonianze sugli eventi di Manhattan.
La stampa “libera” paragonò il caso antrace con il caso Unabomber.
Quattro anni dopo il 2001, a seguire gli attentati “islamici” di Londra, ricorderete, comparve il “nostro” di Unabomber nordestino a distogliere i media dalla cerneficina.
Rammento chiaramente che un solo giorno dopo i terribili attentati londinesi i maggiori telegiornali italioti relegarono la notizia in secondo piano aprendo a tutta tromba sul cattivissimo, mai smascherato, attentatore triveneto.
Un po’ come avviene comunemente quando qualche immigrato o meridionale commette un reato grave, troppo grosso da potere essere nascosto con la “privacy”, per cui i giornali vanno a cercare col lanternino eventi delittuosi il cui responsabile si chiami “Bonetti” o “Marangon”. Il cognome ben evidenziato dai giornali e chiaramente pronunciato in radio e TV.

Vi sembra uno scenario improbabile?
Troppo la trama di un film?
Mica tanto.
Per chi ha inscenato, ormai è semiufficiale, l’incidente nel golfo del Tonchino per giustificare l’escalation militare nella guerra del Vietnam, per chi ha inscenato gli sbarchi sulla Luna tutto è possibile.
Il conflitto in Vietnam non servì a nulla, se non a ingrassare l'apparato militar-industriale, una inutilissima contrapposizione ideologica, che tuttavia costò oltre 58mila morti tra i soldati americani (allora di leva) e un numero imprecisato, enormemente superiore di civili vietnamiti. Per quanto se ne sa la simulazione degli allunaggi, ha finora provocato l'ammazzamento di sola qualche decina di persone, giornalisti investigativi ed ex dipendenti Nasa, di cui il più famoso l’astronauta Jim Irwin, che stavano per spiattellare tutto.
Di solito gli yankee fanno bene le cose solo al cinema, nel real world spesso fanno cilecca, speriamo anche questa volta dato che vi è un solo modo in cui loro riescono a vincere nel mondo reale, come ben sanno gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki...
Attendendo l'Evento, impariamo a odiare la bomba.

F. Maurizio Blondet

martedì 24 giugno 2008

Imbecilli e immigrati


Ci sono i film di fantascienza e anche le statistiche di fantascienza, meglio, di fantapolitica.
L’Istat si cimenta in questo nuovo filone letterario devo dire con scarso successo (1).
In sintesi, l’istituto nazionale di statistiche farlocche ci promette 10 milioni di immigrati solo nel 2051. Inoltre per il 2038 solo 62,3 di abitanti sulla penisola. Troppa grazia.
Un mucchio di fesserie e pure male apparecchiate.
Sì perché nella penisola italiana risiedono ORA oltre 63 milioni di persone (58,5 milioni “italiani” + 3,7 milioni immigrati regolari (2) + 6-700mila (?) clandestini/irregolari).
Gli stranieri sono quasi triplicati, da 1 milione 350 mila di meno di dieci anni fa. Nel solo anno in corso, sommando ricongiungimenti famigliari, ingressi illegali e regolarizzazioni varie, oltre alle nascite in loco, forse UN MILIONE DI NEOITALIANI ammorberanno il sacro suolo italico.
E come del tutto prevedibile nessuna legge del recente governo guidato dal Nano di Plastica porrà alcuna limitazione, tantomeno blocco dell’ingresso incontrollato.
Il “Comitato Centrale” della casta cattocomunista (Napolitano, Mancino, Violante, corte costituzionale) è già in fibrillazione per svuotare il “pacchetto sicurezza” di ogni contenuto ad essa sgradito.
Anzi in ogni modo favorito da Roma capitale l’ingresso di non bianchi a creare il “popolo italiano” multicolorato, l' unica popolazione veramente
“italiana”. Ad annacquare le DIFFERENZE ETNICHE tra meridionali e settentrionali. Mostrare che anche a Nord c’è la criminalità, i quartieri a rischio e l’abbandono scolastico. E che anche a Sud ci sono le bionde.
Che anche in Padania c’è il lavoro nero in modo da potere giustificare i tagli alle pensioni di anzianità, quelle dei lavoratori privati che i contributi li hanno pagati che stanno quasi tutti sopra l’Arno.
State certi che la casta impedirà che vengano toccati gli emolumenti dei forestali calabresi o degli ignavi spazzini napoletani. Tantomeno gli onerosi stipendi dei ministeriali romani o dei dipendenti Alitalia.
Di più, apprendiamo dai giornali di nuove regalie e premi per i dipendenti della banca d’italia.
Anche il berlusconiano “piano casa” sembra principalmente studiato allo scopo di incentivare l’immigrazione. Le associazioni ”antirazziste” si stanno fin da ora mobilitando affinché non siano “penalizzati” i neoitaliani nella assegnazione dei costruendi alloggi popolari. Avete ben capito che il 95% di essi finirà per essere assegnato ai “migranti”, essendo stati edificati con i soldi dei cittadini italici.
Notate come l’esercito sia proposto per militarizzare le città, non rinsaldare i confini a protezioni delle coste dagli sbarchi imperterriti. Dimostrando che i nemici del “lombardo” La Russa sono i cittadini autoctoni “potenzialmente secessionisti”, possibili ribelli all’unità “nazionale” smettendo di pagare le imposte.

Sicchè c’è una cosa che sembra sfuggire al grande pubblico inclusi gli imbecilli “opinion leader” dei grandi giornali e televisioni. Che i forestieri fanno i “bravi” perché usufruiscono di ogni garanzia, di tutti i privilegi, l’impunità assoluta per praticamente qualsiasi reato, forse unico caso al mondo.
Il malandato sistema carcerario è nuovamente sull’orlo del collasso e necessita una nuova ondata di “buonismo” e depenalizzazioni di cui si avvantaggeranno in massima parte gli stranieri.

Nessuno in italia ha la forza di scriverlo.
L’ingresso forzoso di tali moltitudini di diseredati sta provocando uno storico depauperamente delle condizioni di vita della popolazione paragonabile a ciò avvenuto durante e dopo le due guerre mondiali.
Tra le statistiche che lorsignori NON divulgano vi è quella sul reddito medio dichiarato dagli immigrati da cui si evincerebbe facilmente che stiamo importando masse di poveri che solo saranno di peso per uno stato afflitto da enormi difficoltà di bilancio pubblico. A fine 2008 degli oltre cinque milioni di stranieri presenti a vario titolo almeno quattro milioni saranno sostanzialmente a carico del contribuente italiota già gravato dalle pesanti gabelle della Casta.
Cosa dire del Pil?
Da anni ormai il prodotto interno lordo italiano è ARTIFICIALMENTE gonfiato non con la “produzione” bensì con l’aumento delle tasse e del numero delle transazioni. Nonostante ciò l’incremento della prosperità “nazionale” è INFERIORE all’incremento della popolazione residente col risultato di una diminuzione della ricchezza procapite.

Dati non ne diffondono, ma il buon senso non riescono a bloccarlo, per ora.
Basta accorgersi come nella maggior parte di scuole e asili una percentuale vicina al 100% di figli di immigrati goda dell’esenzione da rette e balzelli vari per reddito. Similmente per i ticket sanitari della cui esenzione gli stranieri si giovano in massa. Il 60-70% delle case popolari è mediamente assegnato a famiglie neoarrivate, con gli “italiani” costretti ad arrabattarsi nel mercato immobiliare privato. Questo ha come quasi impercettibile risvolto che le masse colorate non abbienti potranno tranquillamente finire gratuitamente i loro corso di studi a discapito dei figli degli operai “italiani” costretti a rinunciare per le esose tasse universitarie insostenibili per famiglie che per l’imbecille stato tricolore, avendo una casa intestata, risultano opulente. Altra conseguenza assai più tangibile dell’immane pressione immigratoria il prezzo degli immobili, destinato a toccare vertici ora inimmaginabili.
State ben certi che da noi la “bolla” immobiliare NON scoppierà.
Per il mantenimento di queste persone oltre che dei parametri europei, è virtualmente IMPOSSIBILE che le tasse, dirette e indirette, diminuiscano. Al contrario, incrementeranno a dismisura fino al disastro economico.
La cifra di 10 milioni di immigrati (anche senza tenere conto di coloro che stanno ottenendo la cittadinanza) sarà raggiunta attorno al 2015, altro che 2051! In quella data pure il numero dei residenti supererà la soglia patologica dei 70 milioni. In maggioranza saranno miserabili e poveri importati e autoctoni impoveriti dalla globalizzazione.

Meschina retorica di un’entità statuale che sente di non avere più speranza. Di una cricca di nullafacenti disposta ad aggrapparsi a tutto pur di salvaguardare gli immutabili privilegi.
Pantomima replicata all’infinito a beneficio del sempre minore numero di imbecilli che strillano “viva l’italia”.
E’ il caso della fantozziana querelle sugli statali fannulloni.
L’inutile ministro Brunetta non minaccia, come apparirebbe lapalissiano, semplicemente di licenziare i parassiti ma a guisa donchisciottesca di metterli alla moderna gogna di internet. Il che sappiamo mai avverrà sicché prontamente interverrebbe la “privacy” a scampare dal pericolo.
Non basta.
Il partito unico dei fankazzisti è pronto a inserire gli stranieri nel settore pubblico per accalappiare il loro consenso elettorale. Anche nelle forze del’ordine con il pretesto della lotta alla criminalità di origine straniera. Nessun dubbio che poliziotti rumeni, senegalesi e albanesi controlleranno i cittadini italiani, non certo i loro fratelli di sangue.
Teoremi sghembi di una sinistra imbecille: se siamo “tutti uguali” e le “razze non esistono” perché proprio gendarmi stranieri contro la criminalità straniera? Se siamo “tutti uguali” non potrebbero bastare i poliziotti nostrani a qualunque genere di malvivenza?
Nel momento in cui l’economia del Nord, in cui si produce l’85% del Pil, i cui lavoratori hanno la PIÙ ALTA produttività europea in rapporto al salario netto percepito, non avrà più fiato per alimentare tutto questo meccanismo i neoitaliani costituiranno le loro enclavi, geografiche e istituzionali, non avendo più bisogno di giocare agli “italiani”.

Il 2015 sarà con tutta probabilità il “deadline” dell’italia.
Per quel periodo tali e tanti saranno i conflitti sociali e culturali che nessuno sentirà la necessità di abbassare il debito pubblico, costruire centrali nucleari o edificare il ponte sullo Stretto.
Per quella triste ora le “sovrastrutture” dello stato italico saranno disintegrate e la penisola assomiglierà ad un cocktail nefasto a metà tra l’attuale Zimbabwe e un immenso campo nomadi.
Nel duemilacinquntuno poi, tra ben 43 anni la penisola, forse semincenerita da una o più guerre nucleari, sarà suddivisa in una bolgia di staterelli/enclavi a base etnico/religiosa per i quali dire ‘italia’ sarà come ora dire ’impero romano’.

Badate, è già così.
Alcuni parchi pubblici, interi stabili di Brescia, una delle città europee con il più alto tasso di immigrati, sono già “de facto” entità extraterritoriali fuori “iuris dictione” del comune e dello stato.
Senza ovviamente che nessun imbecille di magistrato apra un’inchiesta per “attentato all’unita’ nazionale” come ipotesi di reato.
Gli imbecilli dell’Istat, dal canto loro, afflosciati dal Ponentino romano, sempre proni a salvare momentaneamente i loro infondati stipendi piuttosto che a fotografare la realtà nuda e cruda, producono vuoti numeri adatti al nostro futuro quando a quello del pianeta Plutone.
Ma forse gli imbecilli si sono sbagliati, hanno fatto confusione, invertito due numerini; il cinque con l’uno!
Come in un filmetto comico di cassetta più che di una pietra miliare di genere.

F. Maurizio Blondet

1 ) http://it.reuters.com/article/topNews/idITDIG94732220080619
2 ) http://www.migrantitorino.it/?p=50


mercoledì 11 giugno 2008

Il capo di stato dei Casalesi

Qualche giorno fa hanno destato scalpore le dichiarazioni del “Napoletano” secondo le quali sarebbe “assolutamente accertato” il trasporto di rifiuti tossici dal Nord della penisola alla Campania con la complicità della camorra.
Stupore sì, ma solo dei babbei che non hanno ancora capito chi tiene il bastone di comando nell’italia terminale.
Un’affermazione del genere fatta dal capo del consiglio superiore della magistratura è da ritenersi AGGHIACCIANTE. E sintomo della malattia ideologica acuta di un paese senza seperanza.
Sicché non vi è alcuna sentenza definiva di alcun tribunale che abbia condannato ditte del Nord, assieme a compiacenti amministrazioni campane per lo smaltimento illegale di scorie industriali e reflui tossici di qualsiasi tipo.
Il presidente dei miei stivali, oltretutto campano, non ci spiega, ad esempio, come mai i doviziosi cittadini e gli enti locali non abbiamo mai protestato contro quei pericolosi rifiuti provenienti da Nord mentre protestano veementemente contro le discariche autorizzate da parte dello stato per ospitare la loro di immondizia.
Naturalmente è vero che in regione sono stati scaricati rifiuti pericolosi, probabilmente anche dal Nord, ma questo scempio ambientale è (purtroppo) avvenuto dappertutto, da tutte le direzioni verso tutte le latitudini. Basti ricordare il caso della Tamoil di Cremona. Uno sversamento illegale in falda freatica, a poca distanza dalla città di Stradivari, forse di MILIONI di litri di idrocarburi, con un inquinamento gravissimo che non sarà più riparabile.
Di questo i giornali “equosolidali” non parlano.
Giorgio Napolitano, il capo indiscusso della casta dei fankazzisti, rappresenta il perfetto modello del campano perdigiorno buono a vedere la pagliuzza nell’occhio altrui, non la trave nel proprio. Il nuovo archetipo dell’intellettuale comunista del Sud che unisce perle di “saggezza” sui rifiuti a becera retorica marxista sulla pelle altrui. Come quella dei resistenti ungheresi del ’56 riportati alla “legalità” dai carri sovietici.

I Campani, d’altro canto, sono i secessionisti per eccellenza, parassiti per vocazione, le regole che vigono per gli altri per loro non devono valere e viceversa. I semafori e le cinture di sicurezza in auto laggiù hanno funzione puramente ornamentale, il casco serve solo ai killer motociclisti per non farsi riconoscere in viso, e avvertire tutti che sono in “missione”! Bassolino e Jervolino stanno pacificamente al loro posto come se nulla fosse, protetti dalla casta di cui sono emanazione. Pensate se una cosa simile fosse successa a Varese o Treviso. I rispettivi sindaci a quest’ora sarebbero già stati sollevati dall’incarico “de iure” e probabilmente incarcerati.

I Napoletani sono i peggiori, superano perfino i Rom.
Con essi condividono l’irriducibilità, la tendenza al furto e la malavoglia, ma sono ben più cattivi di questi. Agli inizi degli anni 80, all’apice della guerra di camorra tra la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia (in vero un patto tra famiglie malavitose) si ebbe la media di un omicidio al giorno nella SOLA zona di Napoli. A tutt’oggi, 2008, si registrano una decina di morti ammazzati al mese nella regione. Gli zingari mai sono arrivati a tanto.

A Napoli non vogliono fare la raccolta differenziata, per questo producono smisurata quantità di spazzatura. Però neanche tollerano le discariche legali. Ci sono inoltre interi impianti di riciclaggio dei rifiuti rimasti imballati e mai montati o installazioni completate da decenni che mai sono stati fatti funzionare.
Perciò bisogna spedire in Germania la “monnezza” su rotaia.
Non tutta la spazzatura
finisce oltralpe.
Tutti i giorni dalla zona partenopea partono in treno (con i biglietti scontati pagati dalla regione!) orde di “lavoratori”, pendolari della rapina, bande dei Rolex che sciamano per tutto il centro nord a rubare. Così come partono furgoni e camion che risalgono la penisola con l’intento di caricare scooter e automobili fregati ovunque. E le rare volte che li arrestano per loro la “privacy” a nascondere l’origine etnica della criminalità.
Per non dire della marea di fondi “strutturali” europei, sussidi a fondo perduto, “prestiti d’onore” che inondano la regione per poi scomparire senza lasciare traccia. Al modo dei rifiuti tossici.

Sotto il Vesuvio si tengono frequentatissime manifestazioni e convegni dei NOTAV, ma solo contro le tratte del Norditalia. Nessuna manifestazione contro le in inutilissime e costosissime (e infiltratissime dalle mafie, strano?) ferrovie ad alta velocità che interessano la regione.
Non basta.
Per le tratte TAV Roma-Napoli e Napoli-Bari addirittura la sponsorizzazione di Legambiente. Strana associazione “ambientalista” secondo la quale le grandi opere sono inutili, frutto di tangenti, insostenibili per l’ambiente SOLO a nord di Roma. Tanto che,
tempo fa, e il sottoscritto lo rammenta chiaramente, a una precisa domanda sul ponte sullo Stretto un titubante Realacci dovette arrampicarsi sugli specchi per non rispondere in merito.
In Padania c’è della gente che è finita in galera per essersi rifiutata di pagare l’odioso balzello, il canone Rai. In provincia di Caserta, stando ai dati dell’ufficio abbonamento Rai, vi il record “nazionale” di evasione della tassa di possesso del televisore (83% di renitenti) senza che mai zelanti finanzieri abbiano suggellato il televisore a chicchessia.
In materia di pensioni l’ex “campania felix” è una delle regioni peggiori, con i propri contributi previdenziali copre meno di un terzo della sua spesa previdenziale. E vedrete che all’imminente riforma delle pensioni “il colle” ammonirà sulla necessità di salvaguardare le pensioni “basse” quelle dei fannulloni e degli imbroglioni che di contributi all’Inps mai ne hanno versati.

Da poco in libreria “la deriva”, il nuovo atteso sforzo letterario della casta “unitarista” per obnubilare il popolino teledipendente. La solita enfasi del “siamo tutti uguali” della patetica coppia comica rispondente al nome di Rizzo&Stella (quest’ultimo sedicente “veneto” che parla solo male del Veneto e dei Veneti). Contro la mancata abolizione delle province e delle comunità montane additata come causa prima della catastrofe ambientale in corso e proposta come panacea per ogni male del paese!
L’eliminazione delle province servirebbe unicamente a restringere gli spazi democratici abolendo le assemblee elettive, non a sgonfiare le pletoriche e pleonastiche burocrazie inadempienti provinciali le quali sarebbero solo riallocate in qualche meandro parassitario del pubblico impiego (come ben spiegato da Berlusconi).
Per gli autori alla fine, la colpa è sempre loro, dei politici. Non dei dipendenti pubblici assenteisti, delle corporazioni e degli ordini professionali che impediscono ai giovani di emergere, dei baroni della medicina e di quelli delle università, inamovibili per istituzione, qualsiasi scempio commettano.
Nemmeno dei cittadini lamentosi, quando non seguono le regole della raccolta differenziata e quando considerano una scadenza tributaria un dovere facoltativo, o quando, cercando una “scorciatoia”, vanno loro dal politico a chiedere il favore.
Peccato però che in democrazia il re sia nudo (e il sovrano è il popolo) e il ceto politico è l'immagine di un paese, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ed è ciò che avviene in Campania come altrove del resto.
Invece, prevedibilmente, si sta definendo il potere della VERA casta: la mafia ubiquitaria, la magistratura assassina, le banche sanguinarie, i sindacati aguzzini e la Chiesa diabolica che dettano legge fregandosene altamente dei rappresentanti del popolo, gli autentici “editori” di Rizzo&Stella
(1).

La “sparata” sui rifiuti dal Nord serve certamente a cercare di colpevolizzare il Settentrione in modo da fargli accettare di riempire le proprie discariche con i rifiuti “terronici”. Quelle poche ancora semivuote perché in Padania vi sono punte da record europeo nella raccolta differenziata.
Ecco come fanno le cose gli italiani, come funziona l’abusato concetto di “sistema paese” e “meritocrazia”.
Ovvio, perché i “poteri forti” sono senz’altro più forti della repubblichetta italiota delle banane.
Sappiatelo, il vostro “capo” dello stato, che a tutti costa dieci volte la regina agli inglesi, è un portaordini del clan dei Casalesi, il VERO stato della Campania.
Non mi stancherò mai di scriverlo, anche se non c’è più bisogno di provarlo.
L’italia è una pietosa, immonda, maligna messa in scena per i coglioni del Nord (e di tutto l’universo) che ancora pagano le tasse per sovvenzionare le caste “solari” e “ombra” in nome di un’inesistente “unità nazionale”.

Quanto ci vorrà ancora per capirlo?
Troppo tempo temo.
Non prima che le etnie immigrate si siano spartite le spoglie dell’ex belpaese per qualche sesterzio e il diritto di voto, a generare una nuova Bosnia, un grande Kossovo.
Per citare Hegel, la Storia ci insegna che noi non impariamo mai dalla Storia. Che se la bugia scientifica e la menzogna accademica sono insufflate dallo stato medesimo questo porta prima allo sfilacciamento, poi subito alla decomposizione dello stato stesso.
Ma la via della Storia è intrinsecamente retta e autoironica.
Correggerà se stessa.
L’italia sta per esplodere.
Catastrofe sociale a causa della feroce immigrazione aselettiva, precarizzazione selvaggia e svilimento del lavoro come valore; per queste stesse ragioni fallimento dei sistemi sanitari e previdenziali pubblici; collasso ambientale che si propagherà dal Lazio-Campania al resto della penisola. Calamità economica; complice l’incredibile crescita del costo dei combustibili ci stiamo avvicinando rapidamente al “blocco cardanico” con il crollo delle immatricolazioni di auto nuove e compravendita di case, al fallimento di migliaia di imprese, all’ammorbamento dei servizi pubblici ANCHE essenziali.
Infine l’insolvibilità del debito pubblico in un abisso senza fondo destinato ad avere ripercussioni perverse sulla moneta unica europea.
Dopo il crollo dell’economia padana, da ultimo, il “Napoletano”, i suoi scribacchini e connazionali Casalesi non avranno più nulla da depredare, più nessuno da insultare, più landa da parassitare.
E finalmente dovranno, loro pure, andare A LAVORARE se non vorranno morire d’inedia.
La giustizia terrena precederà la giustizia divina, stavolta.

F. Maurizio Blondet

1) 11) Rizzo e Stella sono tra gli elementi di una “cricca” (nel senso dato a quel termine dal filosofo Popper), della quale fanno parte Travaglio, Grillo, Gabanelli, di falsi rivoluzionari il cui compito non è di denunciare o risolvere alcunché ma solamente di “unire il paese”.

venerdì 23 maggio 2008

La casa dei vasi di coccio


Sembrava fosse impossibile che i comuni cittadini riuscissero a fregare le banche e il sistema finanziario che ruota attorno ad esse.
In Usa sta avvenendo un fenomeno del tutto nuovo e rivoluzionario. I titolari di mutua casa stanno in massa abbandonando il pagamento delle sempre più esose rate a tasso variabile.
Non solo coloro che non ce la fanno realmente più.
Anche “borrowers” che potrebbero continuare a pagare regolarmente, tipo i ricchi, smettono di farlo rilasciando l'immobile in mano alle banche, questa è la novità.
Il fenomeno è generato dall’impressionate debacle del prezzo delle case, specie di quelle non nuovissime, che fa rendere più conveniente abbandonare il mutuo per acquistarne un‘altra di casa ad un quinto o un sesto del prezzo che il medesimo immobile aveva solamente un paio d’ani fa. Infatti, non ha senso continuare a pagare per una casa valutata a suo tempo diciamo 200mila dollari quando adesso sull’altro lato della strada un immobile simile ne costa 50mila.
Case che 18 mesi fa valevano 100mila dollari adesso vengono battute all’asta virtuale di Ebay a 15mila dollari o meno. Altri immobili di minore pregio finiscono venduti per 7-8mila dollari. Con 30mila dollari (20mila euro) si possono ora comprare deliziose case indipendenti con tre camere da letto, due bagni e un grande giardino in condizioni immediatamente abitabili senza bisogno di particolari ristrutturazioni. Impensabile in italia. Per chi vuole
“farsi” una casa a stelle e striscie il momento migliore va da ora fino alla fine del prossimo inverno (1).

Il bello sta per arrivare dunque.
Si prevede che il mercato immobiliare d’oltreoceano sia solo a due terzi della discesa dei prezzi e come spesso accade quando gli eventi si avvitano su se stessi, nuovi problemi emergono. Come i furti e danneggiamenti nelle abotazioni abbandonate dai nuovi poveri e subito occupate nottetempo dai “vecchi” poveri, barboni e “squatters”.
Il comune di Detroit ha di recente speso un milione di dollari per abbattere le case incustodite e facile epicentro di incontri malavitosi, spaccio e regolamento di conti tra bande.
Un’ecatombe, per le banche, per loro è il peggio che arriva. Valori immobiliari ritenuti solidi come roccia che sfuggono come sabbia tra le dita
I ladri in guanti bianchi si trovano a riavere case che valgono una frazione dei soldi prestati per acquistarle alla massa di
“subprime” (= squattrinati) aspiranti “owners”.
Citigroup gravata finora da 45 miliardi di dollari di “writedowns” ha intenzione di rifilare nei prossimi tre anni 400 miliardi di “assets” (= fuffa) al parco buoi globale.
Gli americani stanno dimostrando di non temere banche ed i loro metodi da strozzinaggio legalizzato.
Una lezione da imparare.

Una speranza da coltivare.
La cittadinanza si può ribellare allo strapotere della finanza totalitaria rompendo quelle catene con cui essa stessa aveva scelto di legarsi, mal guidata dai politici.
Stanno cercando di correre ai ripari.
Nel primo trimestre 2008 la concessione di mutui in Usa è diminuita di un 40%, calo astronomico tenendo conto che laggiù la maggior parte deila gente campa del credito ottenuto in qualsiasi modo. E i sacerdoti del globalismo terminale come il Fondo Monetario Internazionale a spergiurare che “il peggio è passato”.

L’onda lunga del maremoto finanziario arriverà in Europa nella seconda parte dell’anno.
Per una sola volta il modello americano sarebbe da copiare.
Ma per noi non ci saranno gli stessi effetti benefici per i cittadini.
Nello stato-ombra il ministro Tremonti minaccia di fare pagare più tasse alle banche.
La solita commediola che la Casta inscena a sollazzo dei babbei teledipendenti tramite lo stesso canovaccio di quelle intitolate “licenziamento degli statali che non lavorano” o “espulsione degli immigrati clandestini”. Solo per fare degli esempi. Saremo noi a pagare non loro, come per l’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini, altra “emergenza nazionale” risolta dal prode Bersani. In verità, i costi sono stati semplicemente spostati dai gestori in altre voci delle tariffe. Tipicamente nel passaggio da un piano tariffario ad un altro venuto da gratuito a costare anche 8 euro.
Le banche italiche sono le più inefficienti e costose d’Europa, troveranno il modo di riavere eventuali “ammanchi”. Il blocco dei mutui, da gennaio 2009, in sintonia col governo Berlusconi è solo un provvedimento per tamponare il crollo dei prezzi degli immobili per il blocco delle compravendite, la qual cosa
per le banche rappresenta la peggiore prospettiva. Come stanno tardivamente capendo in America.
Analizzando la questione è evidente che l’accordo non prevede una riduzione del debito ma semplicemente un allungamento della rateizzazione, favorendo così gli istituti bancari che in tal modo percepiranno gli interessi a tasso fisso per un periodo più lungo.
Perciò a differenza di ciò che qualcuno fa ancora credere (esempio Nomisma di Prodi) il prezzo delle case in Italia è destinato ad aumentare ininterrottamente anche per la poderosa incontrastabile immigrazione stimolata in ogni modo dallo stato italiano onde creare in nuovo popolo italiota senza dialetti e tradizioni locali, senza arte ne parte, nemmeno Santi o Eroi.
Nelle zone del centro nord ad alta concentrazione economica e pressione immigratoria il prezzo delle case incrementerà del 3-5% annualmente. Prezzi più stabili nel resto della penisola, forse modesti ribassi dove ci sono meno stranieri e nelle località montane non turistiche.

Da noi la casta dei giornali terrorizzerà chi tenterà di “fare il furbo” e non pagare, sarà esposto al pubblico ludibrio altro che “privacy”. Naturalmente a meno di non appartenere alle categorie protette, Rom e leoncavallini oltre ai soliti meridionali. Loro sono “vasi di ferro”, potranno, ma in verità lo fanno da sempre, prendersi una casa popolare o accendere un mutuo e poi tranquillamente evitare di pagare affitto e ratei senza essere buttati fuori di casa.
Per loro quella “riservatezza” e insabbiamento bipartisan che sta circondando di mistero da sudario sindonico, l’incredibile Tangentopoli-ombra (è il caso di dirlo!) al comune di Genova, una speculazione edilizia con corruzione milionaria degna della “meglio politica” dei palazzinari romani o della Piana di Gioia Tauro.
Una commistione tra n’ndrangheta calabrese e no-global della giunta Vincenzi, perfetto esempio di “integrazione” dei vasi di ferro immigrati in Liguria con la casta cattocominista autoctona (2).

No, non impareremo la lezione da oltreoceano.
Noi “vasi di coccio” europei siamo troppo stupidi per poterci ribellare. Troppo pecoroni per fare valere il diritto naturale a non vivere come schiavi del mutuo e di tutte le mafie vecchie e nuove.
Così sarà anche se non vi pare.

F. Maurizio Blondet

1)
http://www.onlinehomebid.com/all_listings.html
2) Interessante notare come il genovese Beppe Grillo, fustigatore cibernautico dei pubblici costumi, almeno finora, non si occupi della questione genovese chiedendo, per esempio, come dovrebbe essere in un paese normale lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Verrebbe da pensare che vi sia pure lui in qualche modo coinvolto viste le sue freqyantazioni “antagoniste”. Ancora più curioso il fatto che gli assidui del suo blog sorvolino sul caso Genova, così attenti invece alle frequentazioni sospette dello “psiconano” e relativi accoliti.

giovedì 8 maggio 2008

Le pensioni come sintomo


Non si erano ancora quasi chiuse le urne che il regime è partito lancia in resta a perorare la causa del “voto ai migranti”.

Con tutti i problemi che attanagliano la penisola perché dibattere di questo?
La dimostrazione, non è che ne fosse particolare bisogno, che l’immigrazione è un fenomeno meticolosamente pianificato dai parassiti di stato per cercare di mantenere il loro improduttivo potere mediante la creazione di un bacino elettorale di “proletari globali”.
Di pari passo la stampa “rigorosa” sta invocando la necessità di una riforma delle pensioni. Un’altra, l’ennesima a spolpare lo scarno osso dello stato di diritto dei lavoratori.
Sui tavoli dell’Inps s’impilano pacchi di domande di pensione per stranieri anziani ricongiunti SOLO per fare loro avere l’assegno previdenziale. Senza che costoro abbiano, evidentemente mai versato una lira di contribuzione. Prima lorsignori avevamo postulato la necessità di avere immigrati per “pagare le pensioni agli italiani”, poi che “se ci sono stranieri che versano ci devono anche esserne che incassano”, ma allora le pensioni agli “italiani” chi le paga?

Strano paese l’italia terminale.
Mentre i sindacati aguzzini, vomitando terrorismo mediatico sugli operai, minacciano di non fargli ottenere il sospirato assegno se non pagano il pizzo, pardon i contributi, lo stato elargisce a piene mani agli ultimi venuti.
Si può facilmente dimostrare che il pauroso disavanzo dell’Istituto di previdenza è quasi esclusivamente causato dal fatto che con la contribuzione del SOLO settore privato si finanzia l’assistenzialismo al meridione e l’eterna cassa integrazione della Fiat. Sicchè l’infame riforma Dini del ‘95, con la complicità della CGIL di Cofferati (e purtroppo della Lega Nord bisogna ammetterlo), accollò all’istituto di previdenza dei privati pagamento delle pensioni invalidità in precedenza erogate dal ministero dell’interno. Il risultato fu un colossale trasferimento di denaro dal Nord, dove vi sono le fabbriche, al Sud dove i “diritti” gravemente sopraffanno i doveri. Anche in campo previdenziale.

Avete mai conosciuto un meridionale che riscuota una pensione per avere effettivamente, legalmente lavorato per almeno 35 anni come dipendente pubblico o privato?
Per fottere il popolo lo stato colonialista ha architettato la peggiore forma di qualunquismo: il “buonismo”, secondo il dogma del quale qualsiasi norma del buon senso può essere tranquillamente bypassata in nome della “solidarietà”.
Ma perché “strano paese” poi?
Il governo Prodi, il peggior esecutivo di tutti i tempi, aveva scientemente rischiato la faccia pur di garantire ogni regalia ai dipendenti statali: il TFR scippato ai privati raddoppiato a loro, il ripristino delle pensioni-baby e la “stabilizzazione” tentata per i precari solo per il “pubblico”.

Strano sarebbe se le cose funzionassero diversamente.
I parassiti dei centri sociali, i no global-superglobal non hanno mai avuto paura di affondare alle elezioni.
Se il Salame non conservasse i privilegi dei piccoli servi dei
grand commis non eletti da nessuno, i magistrati che interpretano le leggi anziché applicarle, i manager di insuccesso delle aziende pubbliche, i “politologi” dei miei stivali saboteranno il governo azzurro-verde.
Stanno già perorando un’altra spettacolare maxisanatoria per 6-700mila clandestini che con i “ricongiungimenti” diverranno subito una “milionata” di persone a carico dello stato. Mentre in Francia, Grecia e Spagna il sistema dell’ordine pubblico è strettamente impegnato nelle espulsioni, sembra che i servizi segreti italiani siano invece attivamente impegnati nel FAVORIRE gli ingressi clandestini e poi dare la cittadinanza ai nuovi venuti. A questo va aggiunto che, a differenza da quanto alcuni fanno ancora credere, è troppo compicato allontanare uno straniero dal territorio della penisola contro la sua volontà.
Burocrazie sempre più inadempienti.
Hanno escogitato le
autocertificazioni per non dovere stare agli sportelli a contatto delle malattie immigrate. Tollerano anche le “ronde”, coi tempi che corrono è pericoloso andare la fuori perfino a fare le multe per sosta vietata. Troppo difficile anche verificare il rendimento degli insegnanti, meglio promuovere tutti quanti con i “debiti”.

Inadempienti e dispotiche.
A Padova una maestra è stata sospesa per avere definito “stupido” il velo islamico. Non risulta che insegnante “illuminato” sia mai stato punito per avere insultato o ridicolizzato studenti esibenti uno “stupido” crocefisso, catenina di Sant'Antonio o maglietta di “Sport Padania”.
Pochi hanno rilevato che, a risultati elettorali non ancora fissati, subito si paventava il ritorno della lotta armata in stile Brigate Rosse. I “democratici” ci hanno fatto sapere, a stretto giro di posta, che useranno il Terrore per imporre il LORO incredibile mondo “equosolidale”. Ci informano che sanno tutto di noi, dall’indirizzo al reddito e non esiteranno a stanarci in casa nostra per eseguire la “volontà generale” con i redivivi Senzani, i nuovi Curcio, i Moretti d’importazione, sì il Terrore di robespierriana memoria, proprio quello. Perchè grazie alle moderne tecnologie, internet, il giochetto dello sbeffeggio, dell’insulto gratuito, delle false statistiche comincia a non funzionare più. E poiché non si azzardano ancora ad abolire, almeno ufficialmente, la consultazione popolare, sorge la necessità di fare entrare diseredati da “solidarizzare” in cambio del voto. Anche diritto alla pensione senza versamenti oltre alla totale impunità per qualunque genere di reato, tanto pagate voi mica loro.

La qual cosa per i “progressisti” tricolori cade a fagiolo.
Sì perché, di comunisti che percepiscono una pensione per dopo avere realmente lavorato per 35 anni quanti ne conoscete?
Facilmente nessuno.
Ecco svelata la vera faccia della “sovrastruttura“ di potere assoluto e immondo privilegio.
Tutti i problemi sono causati dal fatto che in questo paese comanda la gente che non lavora, esattamente la casta dei fankazzisti statali, quelli piazzati al potere dagli angloamericani dopo il 25 aprile, in cambio di 113 basi militari.
Eppure per diluire la “discriminazione sociale” e alleviare il deficit previdenziale basterebbe fondere INPS e INPDAP affinché la “società civile” partecipi alle “politiche dell’accoglienza” verso gli stranieri. In alternativa, scorporare la previdenza dall’assistenza e accollare quest’ultima alla “fiscalità generale”.
Su questo si misurerà la capacità riformatrice del “diversamente alto” di Arcore o se prevarrà la malattia mentale marxista, il rifiuto ideologico del lavoro come forma di riscatto sociale e contributo positivo verso la società.
Che ad avere il “dovere” di pagare non siano i soliti.
Questo il vero sintomo silente della patologia che affligge lo stato-zombie.
Invece vige la semplice cultura dell’invidia “di classe” dei fannulloni a vita non verso i latifondisti miliardari alla Caruso, non verso i figli (bamboccioni) dei banchieri alla Padoa Schioppa. Neppure verso gli immigrati arricchiti con droga e prostituzione, bensì verso i LAVORATORI VERI, gli operai precarizzati a 900 euro mensili, i piccoli artigiani, i medi imprenditori che, pagate tutte le tasse pitocche, molti guadagnerebbero 500 euro al mese, metà dei loro assunti.

“Resistere, resistere, resistere” alla voglia di lavorare. Ecco lo slogan che nei prossimi mesi farà capolino nelle le piazze, scuotere l’informazione strabica a difesa del privilegio più bieco di 3,5 milioni di “statali” e 700mila sindacalisti di professione. A scampo degli osceni emolumenti di 1200 parlamentari tra deputati, senatori, europarlamentari e membri dell’assemblea regionale siciliana, questi parificati per costituzione a quegli altri. Per non dire dei parrucconi supremi della corte incostituzionale che percepiscono un miliardo all’anno più due auto blu con autista A VITA.

Uno stato della menzogna statistica.
Nella sanguinaria tenacia di procurarsi elettori le branche della Casta si contraddicono l’un l’altra: stando al viminale gli immigrati regolari sarebbero 2,4 milioni secondo la Caritas 3,7 milioni in un rapporto di pochi mesi orsono. Per i bugiardi patentati l’italia sarebbe al 12° posto in Europa come rapporto tra autoctoni/stranieri. In realtà, tenendo conto del gran numero di irregolari/clandestini (108mila solo a Milano) e della distribuzione asimmetrica tra le varie regioni in Lombardia gli stranieri sono già quasi il triplo della media europea, in rapporto ai lombardi.
Vedete, la vera causa di tutti i mali del paese NON sono gli immigrati tantomeno i meridionali, sono i mondialisti in salsa italiota e la mentalità generata nei decenni che di ogni cosa si fa scudo a celare il loro odio verso il lavoro. Avrete notato come i “progressisti” amino in particolare i “migranti” più lazzaroni e improduttivi, tipicamente neri e musulmani. Sopra tutti i Rom divenuti l’avanguardia proletaria, la frontiera
estrema del fankazzismo. Le marmaglie che al Primo Maggio, in “uniforme” etnica, munita di bonghi e cuscus, manifestano assieme a nostrani studentelli perennemente “fuori corso” e artistucoli di dubbio talento. Stesse facce, medesima razza di fankazzisti che bugiardamente manifestano per un “lavoro” che ideologicamente ed etnicamente rifiutano. Nessuna menzione negli “speciali” del TG3 della moltitudine di stranieri di pelle chiara (serbi, ungheresi, polacchi, argentini ecc) che per vivere LAVORANO con rettitudine alzandosi presto la mattina. Oltretutto questi disponendo di un tasso di scolarizzazione elevato sono i soli che possono essere utili al paese.

Questo vi dice molto.
Che sarà piuttosto difficile riformare le pensioni se non in senso distruttivo del sistema contributivo finchè anche a Nord i fessi che ancora versano contributi, smetteranno di lavorare in regola, facendo inabissare il sistema previdenziale e con esso lo stato intero.
Nel frattempo la Triplice a pontificare che “ci vogliono più immigrati”, che “bisogna colpire l’evasione”.
A nulla tuttavia servirà dare il voto agli stranieri, lo tsunami economico mondiale, oltre a noi, inghiottirà senza scampo anche gli ipocriti scansafatiche globali.
Gli stranieri si rifiuteranno (giustamente) di sobbarcarsi il compito di rientrare dal mastodontico debito pubblico italiano della cui creazione non hanno colpa.
Voi per non affogare potete solamente evitare di dare soldi all’Inps e allo stato, la Casta non ha bisogno del vostro voto, dei vostri soldi sì.
Voi la “riforma delle pensioni” la potete fare solo così.

F Maurizio Blondet

mercoledì 23 aprile 2008

La caduta dello Psicobuffone


Due sono i fatti rimarcabili delle recenti elezioni pilitiche italiane.

La definitiva caduta del muro di Berlino padano. Anche il Nord ha (finalmente) cominciato a ragionare su base etnica abbandonando le defunte ideologie del secolo scorso.
La Padania, un paese normale e identitario.

L’altro fatto, incontrovertibile, è la sconfitta del “grillismo” incredibilmente rivelatosi il più grande alleato di Berlusconi.
Le bugie, la partigianeria, la disinformazione sparse dal “comico” genovese rappresentano il perfetto paradigma del più insulso “politicamente corretto” inscenato dalla Casta.
La lista degli orrori è lunga.
Si può cominciare dal “digitale terrestre”.
Il capocomico ha demonizzato questa tecnologia occultando il semplice fatto che essa, moltiplicando i canali disponibili, favorisce la libertà e la democrazia. Invece lui in malafede si è incaponito contro Emilio Fede direttore di UNO delle migliaia di canali disponibili. Come se la gente non disponesse di testa e telecomando per scegliere.
Altra mistificazione, la battaglia per l’abolizione delle province e delle comunità montane. Il suo scopo è solo di abolire le assemblee DEMOCRATICAMENTE ELETTE non la mastodontica burocrazia inefficiente inispecie al Sud e nelle regioni “rosse”. Tanto è vero che l’idea è immediatamente stata ripresa dal Nano di Plastica il quale, più onestamente, ha ammesso che le burocrazie inadempienti delle province (e relativi costi) non sarebbero state soppresse ma semplicemente allocate ad altri enti. In questo modo non è vero che lo stato risparmierebbe 10 miliardi di euro ma forse probabilmente non più di 100-200 milioni per anno.

E della legge elettorale che dire?
Dopo avere insultato e calunniato con insistenza la riforma Calderoli ora scopriamo che la legge funziona.
Prodi non aveva la maggioranza al senato semplicemente perché non aveva vinto.
Nel primo post dopo le elezioni lo psicobuffone si è lamentato dell’esclusione dei “precari” e ecologisti.
Non dovrebbe invece lui esserne contento della riduzione del numero dei partiti? E per il risparmio del finanziamento ai loro organi di stampa? La
liberazione dalla “Casta dei giornali” partendo dal Manifesto e Liberazione.
“Uolter” bramava uno “sbarramento” al 5% per togliere di mezzo partiti identitari e sinistra radicale e scampare i privilegi della città di cui è stato sindaco. E’ bastata una soglia al 4% del vituperato “porcellum” per portare l’italia avanti di un secolo.
Voleva lo svecchiamento della politica e “ripartire dai giovani”? La Lega Nord ha portato a Roma un sacco di giovani ed il suo gruppo ha forse l’età media più bassa di tutti.
Sono rimasti fuori gli “ecologisti” dal parlamento.
Ma che razza di ecologia poi?
Di quella che si oppone alle tratte TAV in Padania ma sta nel COMITATO PROMOTORE della TAV nel Sud.
Avete letto bene.
La ridicola organizzazione “ambientalista” denominata Legambiente fa parte del comitato Sì-Tav per la inutile linea veloce Napoli-Bari, probabilmente intasca qualche rivolo del mare di tangenti connesse a tale opera.
Sembra che anche il nostro eroe abbia preso dei denari per accanirsi SOLO con la tratta Torino-Lione e le grandi opere a Nord di Firenze. In quanto, nelle regioni meridionali, lo stato “antifascista” e “multiculturale” non può esimersi dall'elargire quattrini negli appalti, il modo di foraggiare il VERO potere ivi vigente.
Dopodiché dichiarare che “Malpensa è una cattedrale nel deserto” perché non ha infrastrutture di collegamento.

La litania grillesca contro i “condannati in parlamento” è stupidamente pericolosa per la democrazia in almeno due aspetti: in primo luogo perchè accumuna i veri reati (omicidio, corruzione) con i reati di opinione (vilipendio al tricolore) (1), INACCETTABILE in uno stato liberale. In secondo luogo perché in tale modo si darebbe un potere “ex norma” alla magistratura, la casta togata dei fankazzisti, non eletti da nessuno. A guisa dell’ex Unione Sovietica. Con di Pietro lo psicobuffone condivide uno perfido giustizialismo strabico da repubblica stalinista delle banane.
Questo ci dice molto sull’autenticità democratica di tali personaggi
Beppe Grillo rappresenta la perfetta incarnazione dell’ignoranza democratica, del pressapochismo, del razzismo ideologico dell’italiano medio di sinistra. Come buona parte dei suoi blogger. Quelli naturalmente che non sono finti navigatori da lui prezzolati o da suoi amici per riempire le “gradinate” del blog a fare il tifo per le fesserie che propugna.

Tuttavia non tutto il male viene per nuocere.
Con il suo spregiudicato atteggiamento a favore dell’astensione ha di fatto garantito la piena vittoria dello “psiconano”. Altrimenti sarebbe stato probabilmente un “pareggio” (al senato).
Ma c'è di più.
A due giorni dalle urne se ne è pentito del “non voto” ed ha disperatamente cercato di suggerire il voto a Di Pietro (post “100 e non più 100”). In questo modo favorendo il voto “utile” al PD-IDV da parte dell’estrema sinistra col barilante risultato di cancellare i comunisti dal parlamento.

Grillo ha anteposto le sue ambizioni economiche personali agli interessi dei poveracci che lo seguono devotamente, portandoli verso il baratro. Da buon pifferaio magico quale è.
Non gli è bastato.
Dopo le votazioni ha raggiunto e superato il limite del grottesco provando a impadronirsi dell’astensionismo, delle schede bianche e nulle (post: comunicato politico numero 8). Cercando pietosamente di spacciare come “antipolitica” fenomeni del tutto fisiologici nella democrazia rappresentativa e assai differenti tra loro. Sicchè, mentre le schede bianche o nulle possono essere realmente forme di protesta ma causata da qualunque motivazione, l’astensionismo è in buona parte dovuto a cause di FORZA MAGGIORE. In altre parole una certa parte dell’elettorato non è fisicamente in grado di raggiungere il proprio seggio. Si tratta in particolare di ammalati, anziani e disabili o semplicemente persone in viaggio di lavoro o di piacere in quei giorni.
Neanche il peggior Pannella, tra i buffoni, si era ridotto a tanto.

Ha organizzato il “vday2” sulla “libertà di informazione”.
Non certo il tipo di libertà che consentirebbe di pubblicare, centesimo per centesimo, i bilanci segreti (!) dei sindacati e del quirinale, oppure di sapere per quale motivo raccogliere le impronte digitali degli immigrati clandestini è lesivo della dignità umana mentre costringere le donne a girane con il braccialetto “antistupro” non lo sarebbe. Oppure ancora di spiegarci perché certe italianissime popolazioni meridionali protestino veementemente contro le discariche regolari progettate dello stato, NON contro la miriade di pericolosi immondezzai illegali gestiti dalle mafie.
Un brutto giorno la buffa tragedia della politica italiana si è trasformata nella tragica farsa di un comico miliardario malamente in cerca di spettatori per i suoi spettacoli.

F. Maurizio Blondet

1) Moltissimi dei reati d’opinione vigenti in italia ricadono sotto il codice Rocco, un codice FASCISTA mai abolito dalla casta cattocomunista a garanzia del propria immonda egemonia. Dimostrando che la vera dicotomia è “casta-dell’unità-nazionale”-“cittadini-onesti” NON “destra-sinistra”.


domenica 13 aprile 2008

Ciò che la Casta ci nasconde


Nel turbinio delle notizie che ci piovono addosso di una evanescente campagna elettorale, sui presunti convertiti alla cristianità e di moratoria sulla pena di morte, sfuggono ai più le crepe profonde che minano la società. Dell’impoverimento storico di interi strati della popolazione che senza colpo ferire sta portando l’ex Belpaese nell’abisso economico ma forse più ancora, sociale.


Non si saprebbe neanche da dove cominciare.
Forse dalle cure odontoiatriche oramai fuori dalla portata della classe media. Farsi fare un paio di impianti dentari e qualche otturazione costa 7-8 mila euro, 15 milioni di vecchie lire. Se il problema è più serio anche 20mila euro, una cifra non più alla tasca degli operai ma nemmeno di molti professionisti.
La malattia sta per diventare un problema drammatico.
Anche per portatori di correzioni alla vista; occhiali e lenti a contatto stanno diventando un lusso così come visite specialistiche di qualsiasi genere.

In verità per avere denti da aggiustare bisogna prima consumarli.
Il prezzo del pane e della verdura, tradizionali cibo povero, incrementa di settimana in settimana. Sempre maggiori fette di popolazione, non solo anziani, entrano in panetteria a testa bassa richiedendo il meno costoso pane avanzato il giorno prima. Ai mercati rionali un’umanità dolente ravana tra le cassette di frutta marcescente e di verdure appassite invendibili all’ingrosso.

Anche chi lavora a 1000 euro al mese, con mutuo o affitto, inimmaginabilmente è con l’acqua alla gola.
Se dopo avere sudato li intasca i soldi poi.
Otto ore in piedi accanto a un banchetto di una promozione per 46,5 euro netti non bastano.
Le giovani “promoter” devono aspettare anche sei mesi per incassare un assegno di 300euro in balia delle paturnie degli uffici pagamenti delle agenzie di promozione.

Nessun magistrato del lavoro che osi sputare sentenza in materia.
Troppo impegnata la giustizia dell’italia terminale, il braccio armato della casta dei fankazzisti, a perseguire “antisemiti”, negazionisti e “omofobi” per rilevare che il diritto al (e del) lavoro affonda. E con essa la dignità di un’intera generazione.
Ma in fondo perché occuparsene.
I magistrati ricevono un lauto stipendio il cui incremento è collegato agli “scatti” di quello dei parlamentari. E senza alcun obbligo di produttività.
La maggior parte dei parenti e amanti della casta togata è dipendente statale o pensionato-baby che regolarmente incassa ogni mese.

Perciò la legge è ligia e inflessibile solo a favore dei privilegiati pubblici, dei suoi sproporzionati vantaggi, a garanzia delle inaccessibili torri d’avorio su cui svettano intangibili le burocrazie inadempienti e parassitarie (e parentali). Per gli altri la “costituzione” è un illeggibile libraccio ammuffito.

Nemmeno i peccati di gola e la compagnia di un animale domestico sono più da “ceto medio”.
A Pasqua il cioccolato delle uova è stato amarissimo: 27 euro per un uovo da 350 grammi 33 (65mila lire!) euro per uno da 500.
Ci tolgono il pane quotidiano e l’annuale sfizio di cioccolata.
Nei canili languono animali solo leggermente sofferenti che non vengono adottati poiché pochi si possono accollare i costi delle cure veterinarie ormai inaccessibili a buona parte delle famiglie.
Ovvio, se la vita diventa “da cani” per noi immaginatevi come possa divenire per quadrupedi canini.

Sono banali esempi.
Sempre più inaccettabile la dicotomia tra i crescenti privilegi della Casta aguzzina ed il popolo ridoto all’inedia in quel campo di concentramento immateriale, gabbia senza sbarre, eretto dai mass media infingardi che sempre più di frequente indulgono alla seduzione della menzogna.
Un ossimoro.
Nel paese delle “convergenze parallele”, delle auto “usate a km zero”, in cui gli immigrati clandestini possono autocertificarsi qualunque cosa, milioni affondano nelle sabbie mobili della miseria senza neanche increspare le maleodoranti acque del dibattito politico.

Tutte le dittature di questo mondo prima o poi rovinano.
Così come avvenuto per altri regni “millenari” la monarchia assoluta dei parassiti di stato è fragorosamente destinata al cedimento.
Tuttavia non si tratterà di una catarsi benigna.
In questo di mondo saremo noi gente comune a rimanete sotto le macerie del sommovimento incipiente.
State ben tranquilli a riguardo.
Chi sta in alto sulle torri ci dice che andiamo verso la gloria mentre ci sta facendoci scavare la fossa.
Lo faremo col sorriso sulle labbra.

F. Maurizio Blondet